Ha ricostruito l'attività investigativa svolta. Il sostituto commissario della Squadra mobile Lorenzo Viglione ho ha fatto in meno di due ore rispondendo alle domande del pm Nicoletta Giammarino e della difesa, rappresentata dall'avvocato Angelo Leone. Talvolta consultando gli atti, quasi sempre attingendo al bagaglio della memoria di quella notte. Le prime ore del 25 novembre 2013, quando Antonello Rosiello, 41 anni, imprenditore nel settore della pasta, era stato rinvenuto senza vita in via Pisacane, al rione Libertà. Crivellato da due colpi di una Smith & Wesson calibro 38, entrambi esplosi alle spalle, aveva accertato l'autopsia, che lo avevano centrato alla testa e alla regione dorsale bassa, sempre sul lato sinistro. Un omicidio del quale è accusato Paolo Messina, 34 anni, anch'egli della città, installatore di impianti termoidraulici. Commesso tra “le 2.20' e le 2.22'.46””, i due orari nei quali le telecamere nella zona dello stadio avevano fissato il passaggio della Mercedes (di proprietà della madre) utilizzata dall'imputato, di cui era stata rilevata la targa: prima in direzione del luogo del delitto, poi in senso opposto.
Non gli unici fotogrammi analizzati, perchè altri erano infatti saltati fuori, ma con uno sfalsamento di orari di registrazione, evidenziato dal difensore, che renderà necessaria, per la corretta elencazione temporale, la deposizione di un altro agente della Mobile, dall'impianto di videosorveglianza di cui era dotata l'abitazione di Messina. Lui che arriva in auto, ne scende con qualcosa tra le mani e si avvicina ad una siepe. E' al di sotto della stessa che - ha spiegato Viglione- era stato ritrovato un borsello nel quale era custodita la pistola che aveva fatto fuoco. Un'altra – una semiautomoatica 9x21 con nove cartucce nel caraicatore e una in canna - era invece stata scoperta nella tasca dello sportello sinistro dell'auto. Tracce di sangue sulla carrozzeria della Mercedes e sul parafango destro: materia per i rilievi della Scientifica, curati all'epoca, anche sulla scena del crimine, dal sovrintendente Francesco Esposito (ora alla Polstraada), ascoltato oggi in un'udienza scandita da qualche momento di scontro dialettico quando l'avvocato Leone ha chiesto a Viglione quale fosse stata l'evoluzione di un'informativa nella quale, in relazione alle intercettazioni disposte a carico dei familiari della vittima, era stata prospettata un'ipotesi di tentata estorsione da parte di Antonello Rosiello ai danni di Messina.
“E' un'ipotesi – la replica dell'ufficiale di polizia giudiziaria – riferita da alcune fonti confidenziali, che non ha trovato riscontri se non in un vago accenno in una conversazione intercettata”. E lo stesso – ha concluso Viglione - “vale anche per una persona segnalata in un bar del viale Mellusi in compagnia di Rosiello, che non siamo riusciti ad identificare”. Il processo proseguirà il 20 settembre ( in aula il medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, che aveva eseguito l'autopsia), il 4 ottobre e il 20 dicembre, quando è in programma la discussione, cui seguirà la sentenza della Corte di Assise. La madre, i fratelli, la moglie ed il figlio di Rosiello si sono costituiti parti civili con gli avvocati Vincenzo Sguera, Vincenzo Regardi e Massimiliano Cornacchione.
Esp
