Da una parte il sostituto Maria Scamarcio (successivo l'arrivo del procuratore reggente Giovanni Conzo, il maggiore Alfredo Zerella ed i carabinieri; dall'altra lui, Daniel Ciocan, 21 anni, rumeno, ed il suo difensore, l'avvocato Giuseppe Maturo. Un confronto andato avanti per quattro ore, un faccia a faccia che in alcuni momenti è diventato, inevitabilmente, particolarmente duro e carico di tensione. E' iniziato intorno alle 14 l'interrogatorio dell'unico indagato nell'inchiesta per l'omicidio e la violenza sessuale della bimba di 9 anni, anch'ella rumena, rinvenuta senza vita lo scorso 19 giugno, a San Salvatore Telesino, nella piscina di un casale chiuso. Al giovane è stato chiesto di tergersi il collo con una salviettina (ed altrettanto è stato fatto anche con la sorella) da far annusare ai cani molecolari che da ieri pomeriggio vengono impiegati per cercare ogni possibile traccia che serva alla risoluzione del caso.
Daniel ha ripetuto anche in questa circostanza il racconto che aveva fatto sin dall'inizio, fornendo orari e testimoni. Una versione che non ha evidentemente incrociato tutti i riscontri nel lavoro svolto dagli investigatori, che per questo hanno mosso una serie di contestazioni alle sue affermazioni sia rispetto alla posizione dell'auto ad una determinata ora e in un determinato posto, sia in relazione ai rapporti con la piccola. Lui ha sempre parlato di un'amicizia e nulla più, chi indaga sembra invece convinto dell'esistenza di un legame affettuoso con la povera Maria. I dubbi riguarderebbero soprattutto i suoi movimenti dalle 20.30 alle 21.30 di quella maledetta domenica. Daniel aveva spiegato di essere tornato a San Salvatore Telesino, dopo aver provato a raggiungere Telese per prendere la sorella (non c'era riuscito per i divieti imposti da una gara podistica), e di aver lasciato Maria, con lui in auto nel viaggio verso la cittadina termale, intorno alle 20, dinanzi alla chiesa.
La bambina era rientrata a casa, aveva mangiato un panino ed era nuovamente uscita per prendere parte alla processione, che era però saltata per la pioggia. Il 21enne aveva aggiunto di essersi nuovamente messo al volante della sua Polo alla volta di Telese, dove era arrivato passando per Castelvenere. Lui e la sorella erano poi andati a mangiare un pezzo di torta da alcuni vicini a San Salvatore Telesino. A seguire, un salto a casa per dare il cibo ai cani, quindi, intorno alle 21.30, una tappa a Castelvenere (dove tutti sono domiciliati), dal fratello. Infine, dopo una doccia e la cena, Daniel sarebbe uscito intorno alle 22.30 e con alcuni amici avrebbe fatto un giro a Massa di Faicchio ed al lago di Telese, prima di rincasare definitivamente intorno alle 2. Una ricostruzione nella quale gli inquirenti ritengono di aver colto più di una contraddizione.
Dopo Daniel, è stata la volta della sorella Cristina, 29 anni: dapprima escussa come persona informata sui fatti, quindi come indagata in concorso; con l'assistenza, dunque, dell'avvocato Salvatore Verrillo. Sia lei che il fratello hanno infine lasciato pochi minuti fa la caserma dell'Arma.
Esp
