Estorsioni a due imprenditori, condannati tre imputati

Indagine di Mobile e Dda, "aggravante camorristica". Pene più base rispetto a quelle chieste da Pm

Benevento.  

Tre condanne, ma con pene dimezzate rispetto a quelle proposte dal Pm, sono state decise questo pomeriggio dal Tribunale nel processo a carico delle persone di Benevento coinvolte in un'indagine della Direzione distrettuale antimfia di Napoli e della Squadra mobile sannita che era rimbalzata all'onore delle cronache il 12 febbraio 2105, quando erano state eseguite alcune misure cautelari. Estorsione aggravata dal metodo camorristico, questa l'accusa contestata agli imputati.

In particolare, il collegio giudicante ha inflitto 8 anni e 2mila euro di multa a Saverio Sparandeo (avvocati Antonio Leone e Maria Cristina Caracciolo), 54 anni, latitante da circa quattro mesi, quando era evaso dalla comunità pugliese nella quale era da tempo ai domiciliari, riconosciuto responsabile dell'estorsione ai danni del titolare di un'agenzia di scommesse in via Santa Colomba. Sparandeo è stato invece assolto, per non aver commesso il fatto, per l'estorsione ai danni di un imprenditore che opera nel settore dei rifiuti. Un capitolo, quest'ultimo, per il quale sono invece stati condannati a 6 anni e 5mila euro di multa ciascuno Fabrizio Sorice (avvocati Vincenzo Sguera e Antonio Leone), 36 anni, e Alberto Mincione (avvocati Vittorio Fucci e Gerardo Giorgione), 37 anni. Il tribunale (presidente Fallarino, a latere Rotili e Telaro) ha anche ordinato che tutti, dopo aver scontato la pena, siano sottoposti alla misura di sicurezza della libertà vigilata per un periodo non inferiore ad un anno.

Come si ricorderà, il pm della Dda Luigi Landolfi aveva chiesto 18 anni per Sparandeo e 12 anni a testa per Sorice e Mincione, chiamati in causa da un'inchiesta denominata 'Zio d'America', dall'espressione utilizzata da Saverio Sparandeo durante una conversazione, intercettata, con uno degli allora indagati che non aveva riconosciuto subito la sua voce al telefono.

L'attività investigativa era partita nel novembre 2014, dopo l'esplosione di una bomba carta dinanzi ad un'agenzia di scommesse. Un lavoro che avrebbe consentito agli uomini della terza sezione della Mobile di ricostruire, anche con il supporto di intercettazioni telefoniche ed ambientali, alcuni episodi. Per le stesse vicende, come è noto, una quarta persona era già stata giudicata con rito abbreviato dal gup di Napoli nell'ottobre 2015. Si tratta di Augusto Villani, 34 anni, condannato a 8 anni.

Esp