Bimba uccisa, in Procura sindaco e legale dei genitori

Romano ha incontrato il procuratore Conzo, Gallo non ha potuto farlo con il sostituto Scamarcio

Benevento.  

Sono arrivati insieme. Meta unica – la Procura-, identica professione ma ruoli diversi. Quello di sindaco di San Salvatore Telesino per l'avvocato Fabio Massimo Romano, che ha espresso al procuratore reggente Giovanni Conzo le paure della comunità che amministra e l'ansia che la pervade mentre attende, al pari dell'opinione pubblica, una risposta sull'agghiacciante storia della bimba di 9 anni, rumena, che da circa un mese domina le cronache. Con un carico di orrore che parla di omicidio e violenza sessuale. Una fine terribile per la primogenita di una coppia – lui operaio, lei badante – assistita dall'avvocato Fabrizio Gallo (a destra nella foto). Lui avrebbe voluto incontrare il sostituto procuratore Maria Scamarcio, per questo in mattinata era a Benevento. Per cercare di capire lo 'stato dell'arte' dell'attività investigativa. Ma non è stato possibile per gli impegni del magistrato che codirige le indagini dei carabinieri.

La sensazione è che dopo gli ultimi interrogatori – quelli di Daniel, 21 anni, e della sorella Cristina, 29 anni, entrambi rumeni, difesi dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo- le indagini potrebbero essere vicine all'epilogo, anche alla luce dei risultati che potrebbero essere stati restituiti dai rilievi dei Ris relativi alla presenza di tracce biologiche sugli abiti della vittima.

Nel mirino degli inquirenti sono finite, come più volte sottolineato, alcune contraddizioni che ritengono di aver colto nel racconto di Daniel. La più importante riguarda la posizione della Polo del giovane tra le 20.40 e le 21.05 del 19 giugno. Lui ha sempre sostenuto di averla fermata in un parcheggio che costeggia, venendone dominato, il casale. E di essere poi andato con la sorella a mangiare un pezzo di torta da un vicino. Procura e carabinieri sono invece convinti, sulla base dei tracciati offerti dall'analisi del gps, che l'auto fosse sul versante opposto, dalle parti di piazza Pacelli, nei pressi della piscina. Due punti separati, in linea d'aria, da poche decine di metri.

Un elemento di pesante criticità, almeno nell'ottica di chi sta conducendo l'inchiesta, nella ricostruzione offerta da Daniel e confermata da Cristina. Ecco perchè i loro legali hanno deciso, come atto difensivo, di ricorrere ad un tecnico che possa, attraverso un gps dello stesso modello, definire l'area nella quale era in sosta la macchina. Roba di satelliti.

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