Ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dei quattro imputati. Il fatto non sussiste, niente frode assicurativa, né appropriazione indebita o falso. L'ha deciso il gup Gelsomina Palmieri al termine dell'udienza preliminare su ciò che era rimasto di un'indagine – inizialmente era stata ipotizzata anche l'associazione per delinquere - su un 'giro di auto'.
Il non luogo a procedere è scattato, per una vicenda che andava fino al luglio 2009, per Giovanni Tiso, Antonio Rocco, titolari di due rivendite auto, Raffaele Tazza e Adele Marcarelli, rispettivamente gestore di fatto ed amministratore unico della 'Elleffe Immobiliare”. La Procura sosteneva che, agendo in concorso tra loro, con l'obiettivo di conseguire il relativo indennizzo per il furto di un'Audi Q7 di proprietà di una società bergamasca e ceduta in locazione finanziaria alle 'Elleffe', avrebbero “disperso e/o occultato l'auto, simulandone l'appropriazione indebita ed asportandola in Polonia nel febbraio 2009”.
“Il fatto non sussiste”, ha sentenziato il giudice, che ha fatto altrettanto anche con le accuse di falso e appropriazione indebita contestate solo a Tiso e Rocco, per aver “rivenduto senza aver prima esinto il debito e senza essere in possesso della relativa documentazione”, tre auto ricevute da una rivendita di Montesarchio. Gli imputati sono sttai difesi dagli avvocati Sergio Rando, Ettore Marcarelli e Cipriano Ficedolo.
Esp
