Un 2016 di sangue sulle strade sannite: ora più sicurezza

Dopo il tragico incidente mortale di ieri tutti puntano il dito contro quei lavori mai partiti

Nicola e Antonetta, i giovanissimi Tony e Raffaele, Armando, Margherita, Angelo e Vittoria, vittime di strade da sempre definite pericolose... (foto di repertorio)

Benevento.  

Nicola e Antonetta, marito e moglie di 63 e 60 anni sono le ultime vittime di un 2016 caratterizzato da tanti, troppi incidenti stradali mortali. I loro nomi resteranno per sempre impressi nella memoria di tutti come gli altri d'altronde. Giovani, donne, imprenditori, operai e professionisti le cui vite sono state stroncate in drammatici incidenti. Sette quelli mortali registrati dall'inizio dell'anno. Una lunga scia di sangue cominciata una fredda sera del 20 febbraio quando a perdere la vita era stato Tony, di appena 20 anni di Apollosa. Viaggiava in sella alla sua amata moto quando si è scontrato con un'auto. Un impatto fatale che non gli ha dato scampo. Un dramma che si era materializzato all'improvviso ed aveva gettato nello sconforto famiglie, amici e semplici cittadini. Morire a 20 anni in quel moto non è naturale. Dopo di lui la stessa tragica sorte, lungo le strade sannite, era toccata ad Angelo il 9 aprile a Pago Veiano, a Vittoria, 76 anni, di Paduli morta il 28 aprile dopo 18 giorni di ricovero. Il triste elenco prosegue ancora, purtroppo, con Vincenzo, 39 anni di Ponte, morto lungo la Telesina il 25 maggio. Dopo pochi giorni, sempre in valle Telesina aveva trovato la morte

Raffaele, 19 anni, stava rientrando dal pranzo di fine anno con amici di scuola e professori quando la sua vità si era interrotta drammaticamente lungo la Fondovalle. E ancora, il 20 giugno, Armando, 72 anni che viaggiava a bordo di uno scooter ad Amorosi; l'ultimo, primo di quello drammatico di ieri, era avvenuto ancora una volto lungo la 90 bis nel territorio di Paduli: Margherita, 41 anni, rimasta ferita gravemente in uno scontro frontale, era spirata dopo poco l'arrivo dei soccorsi. Una lunga scia di sangue che nel Sannio sembra non avere fine.

La sicurezza stradale al centro del dibattito politico e non proprio in questi giorni. Con la protesta delle associazioni, che puntano il dito contro i tanti autovelox installati proprio lungo la Telesina, andata in scena proprio 24 ore prima l'ultimo incidente mortale. La Telesina resta una delle strade più pericolose. Nonostante i rattoppi di questi ultimi giorni, durante i quali le ditte dell'Anas stanno provvedendo al rifacimento dell'asfalto in alcuni punti, la statale che collega il capoluogo sannita all'autostrada del Sole resta troppo pericolosa. E non saranno certo le macchinette installate da comuni o dalle forze dell'ordine a ripristinare l'asfalto o a far avviare i lavori per il raddoppio della 372 ormai diventata un budello stretto e insidioso a causa dell'enorme mole di traffico. Migliaia di auto e camion che ogni giorni percorrono la Statale che da decenni attende lavori di riammodernamento. Solo sopo, quando ogni corsia verrà separata da un robusto guard rail, si potrà e si dovrà fare in modo da limitare velocità e continue infrazioni. Ovviamente, il non rispetto del codice della strada, con una buona dose di “fatalità” sono e resteranno all'origine degli incidenti mortali. Ora però bisogna fare presto. Comuni, associazioni, forze dell'ordine e maggiormente gli automobilisti chiedono sicurezza, chiedono l'avvio dei lavori che finalmente potranno restituire alla Campania, al Sannio e al casertano una strada moderna e forse anche sicura.  

Al.Fa