Lucarelli, Mastella e... il suffragio universale

Lo scontro tra la blogger ed il sindaco di Benevento

Benevento.  

La più classica delle notizie agostane. Da gustarsi eventualmente in spiaggia, per chi ha avuto la possibilità di andarci, o a casa, attraverso un pc o un telefonino, una tv e, infine, le colonne di carta stampata. I termini della querelle sono ormai arcinoti: da una parte la blogger Selvaggia Lucarelli, alla quale non manca certo la capacità di rendersi il più possibile visibile; dall'altra il sindaco di Benevento Clemente Mastella che ha ritenuto offensive le dichiarazioni della giornalista, annunciando querela. Una scelta che il primo cittadino ha compiuto nel nome della comunità che amministra. Dunque, a tutela dell'onore dei beneventani, non solo di quelli che a larghissima maggioranza gli hanno consegnato le chiavi di Palazzo Mosti.

Una decisione legittima, ci mancherebbe, rispetto ad un tema, quello della difesa di una città – e l'argomentazione non può riguardare nell'immediato, ovviamente, Mastella, che guida da qualche mese il capoluogo sannita- che è anche e soprattutto la ricerca di una vivibilità sempre migliore. Fatta di strade pulite, servizi efficienti, trasparenza, cura del territorio, iniziative attrattive e sfruttamento di ogni opportunità di sviluppo. Capitoli di una 'strategia difensiva' che si traduce nella forza di attacco che, di conseguenza, una città assume. Diventando competitiva e per questo impermeabile anche ai ragionamenti più scomposti. Quello di Selvaggia Lucarelli, postato da Banghok, ha tratti paradossali tipici di un modo eccessivo di porsi all'attenzione dell'opinione pubblica.

Una provocazione che pone però sul tavolo della discussione più generale anche una questione che periodicamente riemerge: giusto o no che tutti abbiano il diritto di voto? Interrogativo che se ne trascina dietro altri: chi, e in base a quali criteri, dovrebbe stabilire chi può o no recarsi alle urne? Un tribunale speciale, un consesso di menti illuminate e superiori? In fondo, a pensarci, è ciò che succede prima e dopo le elezioni nel nostro Paese. Quando, puntualmente, vengono proposte analisi sui flussi elettorali. Quando si indicano le direzioni imboccate dal mondo, purtroppo ampio, della criminalità organizzata e non. Le domande si sprecano: su chi ha fatto confluire i propri consensi ed i propri interessi? Le risposte talvolta arrivano, talvolta no. Anche in questo caso c'entra il suffragio universale: e allora, che fare? Ops, è iniziato settembre.

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