Evasione Iva, confermati arresti domiciliari per due indagati

Per le altre due persone, dall'obbligo di dimora a quello di firma

Benevento.  

La conferma degli arresti domiciliari per due indagati, per altrettanti, invece, l'attenuazione della misura: dall'obbligo di dimora a quello di firma. Sono le decisioni del gip Gelsomina Palmieri dopo gli interrogatori di garanzia delle quattro persone chiamate in causa da un'inchiesta del sostituto procuratore Assunta Tillo, della polizia stradale e dell'uffico dogane in materia di evasione Iva su auto di proveneninza comunitaria.

Un appuntamento, quello dinanzi al giudice, scandito da scelte diverse. Se Eliseo Caporaso (avvocato Nazzareno Fiorenza), 36 anni, di Benevento, si è infatti avvalso della facoltà di restarsene in silenzio, hanno invece risposto, respingendo le accuse e fornendo la loro versione sui fatti, Giovanni Romaniello (avvocato Giovanni Iacobelli), 50 anni, di Pietradefusi, che come Caporaso era finito agli arresti in casa, Angelina Piccirillo (avvocato Giuseppe Stellato), 47 anni, di Capua, e Giusepppe Tresca (avvocato Paola Porcelli), 53 anni, di Pietrelcina, per i quali era stato disposto l'obbligo di dimora, ora sostituito.

Si tratta, nell'ordine, dei titolari della società acquirente e di un'agenzia di pratiche automobilistiche, e dei periti traduttori, ai quali sono contestate, a vario titolo, le ipotesi di reato di evasione Iva, falsità materiale e in scrittura privata.

Esp