Inchiesta Asl, a giudizio De Girolamo ed altre sette persone

Tra le accuse quella di associazione per delinquere. La deputata: mi difenderò nel processo

Benevento.  

Prima l'arringa dell'avvocato Angelo Leone, poi la decisione del gup Roberto Melone. E'arrivata pochi minuti fa: rinviate a giudizio, come chiesto dal Procuratore reggente Giovanni Conzo e dal sostituto Nicoletta Giammarino, le persone coinvolte nel filone politico dell'inchiesta sull'Asl, condotta dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza.

Dovranno affrontare il processo, che partirà il 3 novembre, la parlamentare Nunzia De Girolamo, Felice Pisapia, ex direttore amministrativo dell'Asl, Michele Rossi, Gelsomino Ventucci, all'epoca direttore generale e sanitario dell'Azienda, Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting dell'Asl, Giacomo Papa e Luigi Barone, collaboratori della De Girolamo, e il sindaco di Airola Michele Napoletano.

Le accuse, alcune delle quali formalizzate dopo l'imputazione coatta disposta ad aprile dal gip Flavio Cusani, che aveva detto no alla proposta di archiviazione avanzata dalla dottoressa Giammarino, vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.

Con l'eccezione di Pisapia e Falato (già chiamati in causa, rispettivamente, il primo in due processi in corso, l'altro in uno), gli altri erano già stati destinatari di una richiesta di rinvio a giudizio, a vario titolo, per concussione (anche tentata), minacce, falso, abuso d'ufficio (anche tentato), offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.

Accuse alle quali si sono poi aggiunte quelle ordinate dal giudice Cusani. A cominciare dall' associazione per delinquere, contestata a De Girolamo, presunta promotrice e organizzatrice, Pisapia, Rossi, Ventucci, Papa e Barone. Per Pisapia e Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting dell'Asl, è stata prospettata una concussione ai danni di Giovanni De Masi, dirigente Asl, già addebitata a Rossi, De Girolamo, Barone e Papa. E ancora: imputazione coatta nei confronti di Rossi per abuso d'ufficio, in continuazione con la condotta per falso (ai danni di De Masi) già delineata nell'iniziale richiesta di rinvio a giudizio. Dove è contenuta anche un'accusa di falso (rispetto alla sospensione di alcune gare) a carico di Rossi, al quale viene ora attribuita anche una turbata libertà degli incanti, in concorso con Pisapia, Falato, De Girolamo, Barone e Papa.

Il trasferimento di un dirigente e di alcune strutture sanitarie, la presunta pretesa sulla nomina di un primario, il bar del Fatebenefratelli, le sedi Saut, le somme per i medici di cui sarebbe stata tentata la non compensazione. Queste le vicende finite nel mirino degli inquirenti, storie emerse dalle registrazioni. effettuate nell'estate del 2012 da Pisapia nell'abitazione paterna dell'allora deputata Pdl De Girolamo.

Oltre a Leone, sono impegnati nella difesa gli avvocati Salvatore Verrillo, Vincenzo Regardi, Vincenzo Sguera, Roberto Prozzo, Claudio Botti, Domenico Di Terlizzi, Mario Verrusio, Gaetano Coccoli, Paolo Abbate, Emilio Perugini e Luigi Supino. Per De Masi e il Fatebenefratelli, parti civili, gli avvocati Giovannina Piccoli e Gerardo Orlando.

La reazione di Nunzia De Girolamo

“Mi aspettavo questo provvedimento anche perché l’udienza preliminare lascia poco margine decisionale al Gup”, ha dichiarato l'attuale deputata di Fi, Nunzia De Girolamo. “La riforma della giustizia è urgente nel nostro Paese e ad esempio dovremmo rafforzare i poteri decisori del Giudice dell’udienza preliminare.  In ogni caso, seppur delusa e amareggiata da due anni di continue sofferenze e attese, finalmente potrò difendermi nel processo e non dal processo o dai giornali”, ha sottolineato. “Spero soltanto di trovare in questo mio cammino un giudice giusto e senza pregiudizi, che legga a fondo le carte e provi a distinguere le persone perbene dalle disoneste, le parole dette a caso dalle azioni concrete, che sappia rinunciare alla propria tesi accusatoria e precostituita di fronte alla evidente realtà. Non si possono fare indagini o condanne alle parole, seppur incaute, mentre in giro per l’Italia delinquenti organizzati circolano a piede libero. Spero si faccia un processo giusto e si archivi il processo politico, per ridare fiducia nella giustizia a chi ha sempre agito nella legalità”, ha concluso.

Esp