Falso docente universitario truffa e abusa di una donna

Psicofarmaci e botte per la poverina. A giudizio per violenza sessuale

Benevento.  

Davvero non male l'immagine che aveva costruito di sé. Falsa, ovviamente. Comunque sufficiente a far cadere in trappola una donna, approfittando anche della sua voglia di allacciare, a quarant'anni, una relazione. Lui l'ha truffata e picchiata, abusandone anche sessualmente. Una storia dai contorni squallidi, ambientata in un centro della provincia irpina che ora ricade nella competenza del Tribunale di Benevento. I fatti sono racchiusi in sei mesi: da gennaio a giugno 2008.

Lui, salernitano, aveva all'epoca 57 anni. Quando la malcapitata l'aveva conosciuto, si era detta che forse la ruota della fortuna aveva iniziato a girare, finalmente, anche dalla sua parte. E chissenefrega se ha molti più anni di me, aveva concluso. Aspetto distinto, quell'uomo con il quale aveva stretto un legame sentimentale, si era infatti presentato come un docente della Federico II di Napoli. Un sedicente professore universitario in aspettativa che le aveva racontato un sacco di frottole alle quali lei aveva creduto. Come quella di uno stipendio mensile da 15mila euro che in quel periodo però non percepiva, o della provenienza da una famiglia molto benestante. Dunque, nessun problema di soldi. Peccato che, aveva spiegato alla poverina, non potesse prelevarli dal conto corrente per colpa delle figlie nate da un matrimonio precedente, che gli avevano bloccato ogni operazione.

Una situazione di impasse affrontata, guarda un po', con una richiesta fatta alla convivente: un prestito da 25mila euro, giusto per affrontare le spese. Denaro che lui avrebbe poi restituito una volta superato il contenzioso con le figlie. Non lo aveva fatto, manco a dirlo. Ed era andato anche oltre, insultando la compagna, che ad un certo punto gli aveva chiesto il conto. Parole pesantissime, seguite dalle botte con un bastone da passeggio. Non è finita: lui le avrebbe bloccato le braccia e, dopo averle somministrato psicofarmaci, l'avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali.

Circostanze emerse solo quando la donna aveva presentato una denuncia, innescando l'avvio di un'indagine del sostituto procuratore Marcella Pizzillo sulla quale si è pronunciato questa mattina il gup Flavio Cusani: l'attuale 65enne è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale – il processo partirà il 13 gennaio – mentre sono state dichiarate prescritte le accuse di truffa e maltrattamenti che pure gli erano state contestate.

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