Riverberi, tocca a Paolo Angeli e alla sua chitarra preparata

Stasera alle 22 a Palazzo Casiello

riverberi tocca a paolo angeli e alla sua chitarra preparata
Benevento.  

Dopo i numeri straordinari fatti registrare nella serata inaugurale (tagliandi quasi esauriti già in prevendita) Riverberi 2015 si appresta a vivere il suo secondo, straordinario happening musicaIe: stasera alle ore 22 presso i Giardini di  Palazzo Casiello in piazza Matteotti/Santa Sofia toccherà a Paolo Angeli, chitarrista e compositore sardo, con il suo concerto “Solo per Chitarra Preparata”, ovvero il suo incredibile strumento a 18 corde (6 normali, 8 posizionate di traverso e 4 sospese) che ha stregato finanche il mostro sacro Pat Metheny.
Domani invece al Chiostro di Santa Sofia doppia performance: il paesologo Franco Arminio recita un testo di sua produzione, “Ospitalità”, accompagnato dai musicisti Pasquale Pedicini e Sergio Casale, a seguire la straordinaria voce di Maria Pia De Vito e le melodie del piano di Huw Warren in “Dialektos”, una miscela di sonorità brasiliane e napoletane che si contaminano alla perfezione.

Paolo Angeli proporrà “Solo per chitarra preparata”.
Nato nel 1970, Paolo inizia a suonare la chitarra a 9 anni. Cresce a Palau in un ambiente musicale estremamente stimolante. La chitarra e la voce del padre – suo primo maestro – l’autobus con la batteria, le galline e i meloni, i gruppi rock ‘diroccati’ in una vecchia falegnameria – alle prese con i concerti di piazza e le serate di carnevale – lo indirizzano verso una navigazione senza barriere stilistiche nel mondo della musica.

Diplomato Nautico, nel 1989 si trasferisce a Bologna. È durante l’occupazione universitaria del 1990 che nasce il Laboratorio di Musica & Immagine: variopinto ensemble di 14 musicisti che – scardinando le barriere tra i generi musicali e praticando composizione e improvvisazione collettiva – si pone all’attenzione dei principali festival europei di musica innovativa. Sospeso tra il post-rock da camera di Mistress, il duo con Stefano Zorzanello, i set di improvvisazione con Jon Rose, la realizzazione dell’opera di Fred Frith Pacifica, il coro a Tasgia, le funamboliche danze dei serbi Diamant Brin e dei Trabant, inizia a suonare la tuba con la Banda Roncati, straordinaria esperienza di musica nel sociale. Nello stesso periodo è tra i fondatori della Scuola popolare di musica Ivan Illich e dell’etichetta indipendente Erosha. Folgorato dall’incontro con Giovanni Scanu – chitarrista di Luras scomparso all’età di 95 anni – apprende le forme e i moduli del canto a chitarra gallurese e logudorese.

È del 1995 il suo concept album Dove dormono gli autobus (eseguito live nel ’97 dall’ottetto Fraìli). Nel 1997 vince il concorso Posada Jazz Project e incide Linee di fuga, primo lavoro con la chitarra modificata. Nel 2003 pubblica per la ReRil live in ‘Solo’ Bucato, sintesi di quattro anni di concerti in tutta Europa. Seguono le tournée in Canada e Stati Uniti, immortalate nelle pubblicazioni live Mede e Drawing Circle. Nello stesso anno, su richiesta di Pat Metheny, progetta un nuovo modello di chitarra sarda preparata. Nella Liuteria Stanzani – con la collaborazione di Francesco Concas e dello Studio MTA – nascono due chitarre gemelle, una delle quali è adottata dal musicista americano. Nel 2005 realizza Nita, l’angelo sul trapezio (ReR)colonna sonora immaginaria che vede coinvolti gran pare dei musicisti della scena creativa bolognese. Nita è una sintesi sospesa tra la creatività dei colletivi e la freschezza della musica tradizionale sarda.

Nel 2005 Paolo si trasferisce a Barcellona. Il 2007 si apre con l’eclettico Tessuti (ReR), progetto in Solo dedicato alle composizioni di Fred Frith e Björk, e con il vinile Andature Portanti (Wallace Records). Segue una gemma nella sua produzione: il dualdisc (DVD/CD) Tibi (ReR 2010),basato sul reportage fotografico della chitarra sarda preparata, realizzato da Nanni Angeli e sonorizzato dal vivo in ‘Solo’ con una suite musicale che include nuove composizioni e brani estratti dai precedenti lavori discografici. Il lavoro, si caratterizza come la più importante sintesi realizzata da Paolo sulla chitarra sarda preparata, con un mixing all’avanguardia in 5.1 e un rapporto con l’immagine che riporta ai lavori del LM&I.

Nel 2013 Paolo produce il suo definitivo punto di sintesi tra la musica tradizionale sarda e influenze mediterranee Sale Quanto Basta (ReR). Tra i sodalizi artistici vanno citati i progetti multimediali con Nanni Angeli (Tibi, Il passo dei Misteri), il duo con Hamid Drake (Uotha Nubop 2005, Deghe ReR 2014), il duo avant-pop con Takumi Fukushima (Itsunomanika, ReR 2011), il trio POG – Piccola Orchestra Gagarin, composto dal batterista catalano Oriol Roca e il violoncellista israeliano Sasha Agranov, (Platos Combinados, Whatabout 2011), il trio con Ned Rothemberg ed Evan Parker (Free Zone 2007). Dal 2009 le collaborazioni in duo con Antonello Salis (Ma.Ri Auand 2003) e Drake confluiscono nella formula Trio e nel 2010 nasce il quartetto che include Gavino Murgia (Giornale di Bordo, Egea – Sard disc 2011). Tra le tracce che restano, Paolo continua a suonare con i suoi compagni di viaggio Alberto Masala e Riccardo Pittau, nei progetti con Fred Frith (duo, trio, quartet, Tessitura).

Paolo Angeli è laureato in Etnomusicologia al DAMS di Bologna. Dal 1997 al 2003 ha collaborato con l’ISRE, alla costituzione della fonoteca Archivio Mario Cervo. Come ricercatore ha pubblicato Canto in Re (ISRE 2005) – volume storico analitico sul Canto a Chitarra, accompagnato da un cofanetto di 4 CD con incisioni datate tra il 1930 e il 1967. Insieme a Nanni Angeli è il direttore artistico di Isole che parlano, rassegna sospesa tra tradizione e innovazione che si svolge dal 1996 a Palau.

Ha suonato e registrato per Radio Rai Tre, Radio Rai due, BBC 3, NPR (Usa), si esibisce continuativamente nei festival, teatri, gallerie, avant-jazz club di Europa, Canada, Stati Uniti, Russia, Brasile. Nelle situazioni informali e in Gara ha accompagnato i più noti Cantadores ancora in attività. Ha svolto conferenze sul Canto a chitarra nei Festival Internazionali, nei Conservatori e nelle Università italiane e francesi.

Dall’incontro-scontro tra avanguardia extra-colta e tradizione popolare nasce la chitarra sarda preparata: strumento orchestra a 18 corde – ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria – dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile. Con questa singolare propaggine – costruita nel CROM di Francesco Concas – Paolo rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise, pop minimale.  Ogni performance è vissuta attraverso la pratica dell’improvvisazione libera e rappresenta per Paolo una sfida per plasmare i suoni generati dalla sua chitarra orchestra. Ne scaturisce un affresco cangiante in cui, in tempo reale, affiorano sedimenti di canto a chitarra, cori a tasgia, punk noise, drum & bass, avant pop. Una coabitazione creativa di tradizione e innovazione, inglobata in una poetica sospesa tra melodia e rumore. Nel 2003, su richiesta di Pat Metheny, progetta un nuovo modello di chitarra sarda preparata. Nella Liuteria Stanzani – con la collaborazione di Francesco Concas e dello Studio MTA – nascono due chitarre gemelle, una delle quali è adottata dal musicista americano.

 

Redazione