Al Teatro Romano di Benevento c'è Eternità: emozioni dal tramonto all'alba

Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026

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Benevento.  

Il Teatro Romano di Benevento il 26 dalle 18.30 e il 27 settembre dalle 5,45 accoglierà la VII edizione di Eternità. Il progetto ideato da Carmen Castiello è realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania – Teatro Romano di Benevento, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.

Il programma è stato presentato questa mattina presso il Teatro Romano in una conferenza stampa che ha visto i protagonisti e organizzatori raccontare nei particolari l’evento.

Ferdinando Creta, già direttore del teatro, ha sottolineato l’importanza della collaborazione consolidata negli anni con Carmen Castiello: “C’era bisogno di creare un progetto artistico di valore e spessore e Carmen Castiello ha costruito un’idea straordinaria. La manifestazione è cresciuta negli anni donando a quest’area archeologica fascino attraverso l’arte coreutica, rilevanza culturale con le diverse sinergie artistiche messe in campo e interesse da parte del pubblico che segue ogni manifestazione.”

Ha poi preso la parola Carmen Castiello, ideatrice del progetto che ha voluto evidenziare i sette anni di vita della manifestazione: “Eternità nasce da una riflessione sul tempo, sulla memoria, sulla trasformazione e capacità dell’arte di attraversare gli anni senza perdere la propria identità. In questi anni abbiamo imparato anche cosa significa resistenza: continuare a creare anche quando non è semplice che il lavoro venga riconosciuto. Ma l’impegno diventa essenziale per difendere uno spazio a favore la cultura, la danza, la musica e la parola.”

In scena 60 giovani tra danzatori e musicisti in sinergia con il Teatro Libertà e il Liceo Musicale “G. Guacci” di Benevento.  Presente all’incontro la Maestra d’orchestra Debora Capitanio, curatrice del progetto musicale, che ha voluto ricordare i numerosi eventi realizzati in sodalizio con Carmen Castiello: “Abbiamo fatto un lavoro profondo insieme agli allievi per conoscere Pino Daniele attraverso la sua vita e la sua musica. L’Orchestra del Guacci affronterà brani come “Napule è” o “Terra mia”. Importante la collaborazione di professionisti come i Maestri Flavia Civico al violino, Vincenzo Saetta al sax e Giancarlo Sabbatini alla batteria e alle percussioni, che si sono interfacciati con gli alunni mostrando generosità e conoscenza. A completare il percorso saranno il Gruppo Pop del Liceo Musicale Guacci di Benevento e la Janara Band, con Alex Racioppi e Paola Trotta alle voci.”

Infine Linda Ocone, curatrice dei testi, ha spiegato la scelta dei versi che compongono “Dove il vento incontra la terra”: “Il racconto è una fusione tra due terre, due culture e due voci apparentemente lontane, ma unite da un unico mare. Da una parte la Sardegna di Grazia Deledda, con la sua terra, le sue radici, il destino, la memoria e quel vento che attraversa le vite dei suoi personaggi. Dall’altra la Napoli di Pino Daniele, con la musica, la malinconia, l’amore, la contaminazione e la capacità di trasformare una storia profondamente personale in una voce universale. Perché siamo noi il patrimonio che all’infinito si moltiplica e diventa Eternità. Il Mediterraneo, con il suo patrimonio di storie, migrazioni, incontri e contaminazioni, diventa il filo invisibile di connessioni necessarie, presidi di panorami futuri costruiti a piccoli passi.”

Il viaggio inizierà alle 18.30, mentre il giorno comincerà lentamente a spegnersi, con “La terra e il ricordo”. Il tramonto sarà il tempo della memoria, delle radici, del distacco e del desiderio di trattenere ciò che sta per scomparire. Sarà La Casa di Suoni e Racconti a portare in scena il suo lavoro dedicato al celebre testo della Deledda di cui ricorre quest’anno il centesimo anniversario dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura e il novantesimo anniversario della morte. L’opera “Canne al Vento” è un caposaldo della letteratura sarda, ancora attualissimo, sospeso tra dramma e fede. In scena, l’attrice-cantante Elisa Zedda, l’attore e performer Antonio Luciano e il chitarrista Andrea Congia, daranno voce e musica al racconto delle vicende del servo Efix e delle Dame Pintor, simboli dell’Umanità piegata dal Destino ma mai completamente sottomessa. A impreziosire lo spettacolo le videoscenografie a cura di William Lenti e Andrea Congia.

Poi, quando l’ultimo chiarore dell’imbrunire lascerà spazio al buio, il Teatro Romano cambierà dimensione e il racconto entrerà nella sua parte più intima. Il viaggio proseguirà con “Il vento della memoria” e musica di Pino Daniele, dove le canzoni diventeranno materia per la danza, per la parola e per il ricordo.

Quando il buio comincerà lentamente a ritirarsi, alle 5.45, l’orizzonte cambierà ancora una volta e arriverà “La speranza e la prima luce” con il Concerto all’Alba. Dopo avere attraversato la memoria, il pubblico sarà accompagnato verso un nuovo giorno. È il tempo della rinascita, della possibilità, della speranza. È una luce nuova capace di restituire un significato all’indimenticabile viaggio appena compiuto.

Le coreografie sono di Giselle Marucci, Ilaria Mandato, Sara Scuderi, Maria Chiara Tedesco e Francesca Grimieri, con le allieve del Piccolo Teatro Libertà e del Centro Studi Danza Castiello e la partecipazione straordinaria di Hassan Awad, professional ballet dancer.