Viespoli: «Richiamo la politica citando i Maneskin»

«Vedo comunicazione demenziale: servirebbe invece un patto tra politica e competenze»

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Benevento.  

«Un appello? No, un richiamo. Partecipare al confronto elettorale? No, lavorare a un patto tra la politica e le competenze». Le riflessioni meramente sommatorie (o divisorie) da campagna elettorale a Pasquale Viespoli interessano poco. 
L'ex Senatore ha assunto un ruolo dialogante, in vista delle prossime elezioni, ma con l'obiettivo di richiamare ai temi e a un dibattito profondo su di essi, non di far da sponsor alle parti in campo. 


Anche perché il momento è particolare: «La fase è epocale, ma c'è un'asimmetria tra una pandemia storica e la mancanza di uno scatto in avanti sulle idee. Non è francamente possibile – commenta Viespoli – che in questo frangente ci sia soltanto divisione, rottura, contrapposizione quando invece ci sarebbe l'esigenza di una risposta alta».
La discussione di oggi, invece, è oltremodo povera secondo Viespoli: «Non entro in dinamiche elettorali: ma sottolineo l'isolamento, la contrapposizione, una comunicazione per certi versi demenziale oltre che sgrammaticata e una desertificazione del dibattito pubblico. Mentre il tempo corre». 
Un ritardo grave, con inevitabili ricadute per il territorio: «Come si è attrezzato il sistema rispetto al Recovery? Sono cose che non cadono dall'alto, e progetti che dovevano essere già in campo. Altrimenti capita ciò che già è accaduto: che le risorse magari arrivano, ma vengono utilizzate male». 


Il richiamo dunque, a prescindere da contestazioni, a uno slancio straordinario: «Qui parliamo di futuro, non di addebiti a questa o all'altra amministrazione. Serve dibattito, idee, progetti: richiamando la politica e non certo negando la sua funzione. E per richiamarla non serve necessariamente la partecipazione a livello elettorale, ma con un impegno delle intelligenze, delle competenze». 


E di temi da trattare ce ne sono molti secondo Viespoli: «Il tema della transizione ecologica: come lo affrontiamo in questa provincia? Quello delle Asi? Basta una zes per un'area produttiva? E il ciclo rifiuti? E' possibile che siamo ancora a parlare di SubAto? Come immaginiamo il sistema ospedaliero post pandemico? Come quello attuale? Cosa vuol dire rigenerazione urbana? Costruire e cementificare anche nelle aiuole e negli spartitraffico? Dobbiamo decidere, veramente, come si sta dentro questi processi, dovrebbe aiutare nella scelta l'Università, che non può essere soltanto a disposizione per consulenze e pareri, ma dovrebbe uscir fuori come istituzione in un frangente del genere. Insomma, università, associazioni, “ceto creativo”: richiamino la politica, ma non con una chiamata di correità, ma con una chiamata alla responsabilità ». 


Come? Considerando che poi alle porte ci sono le elezioni... «Costruendo l'alternativa. Che non è l'alternanza politica che è qualcosa di naturale. E l'alternativa si costruisce aprendo una campagna delle idee e della riflessione ampia, alta, con una mobilitazione delle intelligenze e della volontà. 
Altrimenti saremmo quasi come la canzone dei Maneskin che ha vinto Sanremo: fuori di testa, ma NON diversi da loro».