“Le ricadute della cosiddetta Legge della Montagna per la Regione Campania rimangono fortemente negative”. Torna a parlare in termini fortemente critici del DPCM attuativo della Legge sulla Montagna, proposta dal ministro Calderoli, l'assessore all'Agricoltura della giunta Fico, Maria Carmela Serluca.
“Sia il Presidente Fico che io ci siamo espressi in maniera negativa (io ovviamente nel tavolo politico e lui nella conferenza Stato Regioni). Questa legge sulla montagna lascia fuori dal riconoscimento comuni storicamente montani, per il Sannio ad esempio il Comune di Paduli, e fa rientrare altri che non sono mai stati montani. Avellino, invece, rientra tra i comuni montani. C'è, sostanzialmente una distorsione e la finalità prima, che è quella di essere vicino ai territori fragili, sia con i fondi che con tutta un'altra serie di agevolazioni, perde di significato”.
Un problema che interessa tanti territori della Regione. L'esponente della Giunta Regionale ancora esemplifica “Per tantissimi comuni del Cilento in cui sono evidenti le fragilità del territorio nessun riconoscimento. E' dunque questo il motivo per cui ci siamo fortemente opposti. E se è pur vero che si è avuta un'evoluzione rispetto alla prima impostazione del DPCM in ogni caso le ricadute che si hanno sulla nostra Regione sono comunque negative”.
Un'azione in netto contrasto con l'impegno del governo regionale per i territori più fragili. In particolare l'attenzione alle aree interne. “Abbiamo già fatto una delibera di giunta che istituisce un tavolo per poter aiutare i comuni che rientrano nelle sette aree interne a spendere i fondi che in questo momento non riescono a spendere” spiega Serluca rilanciando il provvedimento approvato dalla giunta regionale per attuare strumenti idonei al raggiungimento dei target di spesa per l'utilizzo di tutte le risorse europee destinate alle aree interne della Campania e per agevolare il conseguimento delle finalità della Strategia nazionale per le aree interne. A questo scopo e' stato istituito un comitato d'indirizzo presieduto dal Presidente della Giunta Regionale e composto da rappresentanti delle singole Aree interne con il compito, tra gli altri, di presidiare l'avanzamento degli interventi e affrontare eventuali criticità.
