Allenatore, a fine settimana l'annuncio

Pippo Inzaghi rimane in pole position, ma la società ha incontrato anche Longo e Dionisi

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Benevento.  

Il calcio, come la vita, è fatto di priorità. In questo momento la priorità del Benevento è la scelta dell'allenatore. Una scelta che sarà ufficializzata a fine settimana. Il casting volge al termine, il presidente, insieme al diesse Foggia, ha incontrato una mezza dozzina di tecnici, alcuni con un passato già importante alle spalle, altri con un futuro tutto da costruire. Gli ultimi della lista sono stati l'ex frusinate Longo e il “carneade” Dionisi, timoniere dell'Imolese dei miracoli. L'impressione è che nella graduatoria stilata dopo questi incontri nessuno sia riuscito a scalzare dalla prima posizione il nome di Pippo Inzaghi. Che a sua volta si è concesso un incontro con il patròn del Frosinone, Stirpe, ma che forse ha già ricambiato il feeling scoppiato da parte della società giallorossa nei suoi confronti. A fine settimana avrà terminato il suo campionato sulla panchina del Trapani anche Vincenzo Italiano, un altro dei papabili tecnici della strega, oltre che di un'altra mezza dozzina di squadre di serie B. 

Alla fine, come nel film di Mulcahy, ne rimarrà uno solo. E se il prescelto dovesse essere Pippo Inzaghi, a questo punto non sarebbe neanche una sorpresa. Lasciato il calcio giocato a 39 anni e a suon di gol, Superpippo si è fatto poi la nomea di un tecnico dall'identità difensiva (modulo preferito il 3-5-2): lui stesso ha dichiarato più volte di volersi ispirare all'Atletico Madrid del Cholo Simeone. Una identità che è parsa chiara alla guida del Venezia, portato prima alla vittoria del campionato di C e poi ai play off. In serie B, lo ricordano tutti, la squadra lagunare non aveva qualità che potessero consentirle di lottare con le prime, ma sotto la sua guida divenne una squadra solida e pericolosissima in transizione. Non a caso chiuse con la terza miglior difesa e il quinto posto in classifica che gli consentirono la disputa dei play off. A Bologna l'anno scorso lo presero per dare una scossa alla routine di un tecnico come Donadoni, che ormai sembrava abbonato a salvezze senza scossoni. E al principio fu vero amore con la città delle due torri, riuscendo a portare quell'entusiasmo che mancava: “Voglio una squadra come l'Atletico, magari non bellissima da vedere, ma che vince con il sacrificio di tutti, attaccanti compresi”, disse in presentazione. Poi è andata come è andata, con i rinforzi di gennaio (Soriano e Sansone) che sono venuti buoni a Mihajlovic. Ora è pronto a ripartire, ancora una volta da un gradino più basso di quello che ha occupato nell'ultimo anno. Ma l'ambizione è quella di tornare subito tra i grandi. In fondo la stessa della Strega.