Ci sono partite che qualunque sia il loro risultato, finiranno per condizionare pesantemente il futuro. Ecco Benevento-Udinese è una di quelle. Partita che i giallorossi devono vincere per dare un significato al pareggio di Genova e per guardare a questo finale di stagione con maggiore fiducia. Una partita che almeno in avvio non sembra concedere molte alternative ai tre punti. A prescindere dalle esigenze degli avversari. Che il destino se lo sono rovinati con le loro mani. Lo scivolone in casa col Cagliari li ha messi in una posizione non certo facile, anche se quei 36 punti in classifica e soprattutto avere sotto di sé ben 8 formazioni dovrebbe consentirgli di stare ancora relativamente tranquilli. L'apprensione viene dal calendario: dopo Benevento, i friulani avranno Juventus, Bologna e Sampdria in casa e Napoli e Inter fuori. Non proprio una passeggiata di salute.
Delle preoccupazioni friulane il Benevento non può occuparsene, ha una missione da condurre in porto, senza guardare in faccia a nessuno. Le ultime notizie da Udine danno Nestorowski fuori gioco (stagione finita, forse dovrà operarsi) e Llorente in cattive condizioni. Come dire che in attacco dovrebbe toccare ancora a Okaka. E la difesa proverà a ripetersi come in partite nelle quali soprattutto in trasferta (18 punti conquistati) è stata irreprensibile. Immaginarsi una partita difensiva da parte della truppa di Gotti, insomma, non è solo una semplice previsione.
Il Benevento, che si schiererà ancora una volta a specchio (entrambe le squadre giocano col 3-5-2), dovrà provare a vincere quanti più duelli possibile da centrocampo in su, sperando nella ritrovata vena di Gianluca Lapadula, autore di un gran gol mercoledì a Marassi. La squadra sarà più o meno quella di Genova, c'è poco da affidarsi alla fantasia. Caldirola, che dà ampie garanzie, si prende il posto di Tuia. Sulle fasce, assente Letizia (e Foulon), dovrebbe toccare ancora una volta a Depaoli e Improta. A centrocampo la bacchetta del direttore d'orchestra sarà ancora tra le mani di Nicolas Viola, che sembra in un momento di grande condizione dopo il lungo periodo di convalescenza. Al suo fianco dovrebbero esserci ancora Ionita e Hetemaj, anche se soprattutto il moldavo è stato spremuto come un limone in queste ultime settimane. Se insomma, Inzaghi decidesse di rilanciare Dabo, non sarebbe una sorpresa assoluta.
Una volta di più sarà essenziale l'atteggiamento. Questa è una partita da giocare col coltello tra i denti, stando sempre attenti a non perdere la lucidità necessaria. Una partita fatta di slanci agonistici, ma anche di giocate efficaci. L'Udinese è squadra fisica soprattutto in difesa e lì bisognerà contrapporle rapidità e tecnica per avere la meglio.
