Benevento, è il momento di restare lucidi

E' importante non farsi prendere dalle paure e dall'ansia: c'è ancora spazio per la speranza

benevento e il momento di restare lucidi
Benevento.  

Verrebbe voglia di gridare forte che non è finita. Ma certo che la strega si è cacciata proprio in un bel pasticcio. Prendiamo in prestito le parole del presidente quando dice che in questo momento è meglio “dire poco e pensare molto”, soprattutto meditare su come venir fuori da questo guaio. E' questo il compito dello staff tecnico e della squadra, l'ambiente potrà solo accompagnarli verso l'impresa, senza poter essere protagonista sugli spalti. 

Come spesso accade quando le cose non vanno bene, ognuno vorrebbe dettare la propria ricetta per uscirne. E' un momento di scarsa lucidità da parte di tutti, l'ansia prevale, insieme alla rabbia e al disappunto. Sono proprio questi i sentimenti che non portano da nessuna parte. Questo è il momento di rimanere lucidi, di non farsi prendere dal panico: alle difficoltà si risponde col cuore, ma solo dopo aver innescato la ragione.

La cosa più evidente, calcisticamente parlando, è che bisognerà cambiare qualcosa, perchè la prestazione della squadra che ha affrontato l'Udinese è stata infarcita di errori, tecnici e tattici. E quando si commettono troppi errori, vuol dire probabilmente che l'assetto non è stato bene assimilato dai giocatori, che l'abito che gli era stato cucito addosso non cadeva alla perfezione.

E allora è lecito attendersi dei cambiamenti. Nei limiti del possibile, considerato che l'infermeria è tornata ad affollarsi (Sau, Letizia, Moncini, Tuia).

Inzaghi ha ripetuto spesso nel passato che la sua squadra aveva delle certezze da cui non avrebbe mai voluto derogare. Una di queste era il modulo ad albero di Natale, il 4-3-2-1. Accettiamo anche l'assioma che i moduli non fanno vincere le partite, ma possono cambiarne la sostanza se l'utilizzo di uno rispetto all'altro comporta l'impiego di giocatori diversi. Come dire che se il disegno tattico non conta, certamente contano gli elementi che vengono schierati. E poiché Pippo sceglie prima gli uomini e poi il modulo, questa volta sembra più che auspicabile tornare al 4-3-2-1.

La ragione dice che ci sono almeno 15 giorni di tempo per rimettere in sesto il Benevento convincente del girone d'andata: sabato e domenica la strega, a Milano, e il Cagliari, a Napoli, non dovrebbero andare a punti. Dunque diventa ragionevolmente prevedibile che si arrivi allo scontro diretto del 9 maggio in perfetta parità. E sarà quello il giorno in cui non bisognerà sbagliare nulla.