Le pagelle al mercato sono un'abitudine consolidata. I giornali sportivi si concedono sempre a questa routine, ma tutti fanno un errore più o meno simile. Danno il voto quasi sempre in base ai botti finali, magari sottovalutando quello che si è fatto prima, che in genere è la parte più importante. La Gazzetta in particolare ha dato voti assai generosi alle cosiddette favorite: addirittura 9 al Monza, 8,5 al Frosinone, 8 pieno a Parma e Ternana, 7,5 a Lecce, Brescia, Como e Cremonese, trattate alla stessa stregua di Vicenza e Spal. Al Benevento, che non ha partecipato ai fuochi d'artificio degli ultimi giorni, solo 6,5. Conviene tenerli a mente questi voti, anche per vedere quanti di questi “botti” di mercato serviranno davvero a portare in alto le squadre che li hanno sparati.
Non stiamo qua a mettere in discussioni le valutazione della “rosea”, che in fondo ha avuto il coraggio di parlare prima, senza aspettare il verdetto del campo. Qualche voto appare abbondante, ma sarà sempre il calcio giocato a dire se ci ha preso o meno. Meno generoso Tuttosport, che però sceglie le sue leader sempre alla stessa maniera: Parma (7,5) e Monza (7) davanti a tutti, ma chiama l'attenzione su Pisa e Brescia. Per il Benevento uno striminzito 6.
TOP. Il Monza si è mosso bene, Galliani da dirigente consumato, insieme a Braida, ha trasformato la squadra “visionaria” dello scorso anno con una più adatta alla categoria. Ma anche quest'anno si ricomincia praticamente d'accapo. Stroppa è bravo, ma rimettere subito insieme tutti i tasselli del mosaico è impresa da certosino. Tutti d'accordo col voto alto al Frosinone, che ha fatto autentici colpi da B, con il gemello regista Ricci svincolatosi dallo Spezia, con gli ex clivensi Canotto, Garritano e Cotali: parametri zero che possono essere autentici “crak”. Ai ciociari manca forse solo un attaccante di valore, ma ha pur sempre in avanti gente del calibro di Ciano e Charpentier. Vedremo.
VALORI ROSE. L'8 al Parma è scontato con tutto quello che spende Krause. Anche questa tornata di mercato è stata fatta senza badare a spese. La rosa vale (dati transfermarkt) quasi 84 milioni di euro, un bel po' sopra tutte le antagoniste della cadetteria. Dietro c'è solo il Monza con i suoi 50 milioni e spiccioli. Al terzo posto la Spal di Pippo Inzaghi, nonostante la fama di Cellino non sia quella di uno pronto a svenarsi. Poi ci sono gli “umani” come il Crotone con i suoi 28 milioni e il Lecce, che ha comprato tanto, ma non ha speso cifre iperboliche (per lo più ha attinto dall'Europa del nord) e vale 27 milioni e 30. Il Benevento in questa classifica è al sesto posto. La società giallorossa è riuscita ad abbattere molto i costi della scorsa annata in serie A, la cifra finale di 25 milioni e 38 si raggiunge soprattutto per la presenza dei tre “gioielli” che s'è portato dietro dalla massima serie, Lapadula, Glik e Ionita, oltre che di Letizia e Barba che hanno conservato una valutazione altissima.
LE OUT SIDER. E' evidente che questa serie B appare indecifrabile. In realtà tutti si sono rinforzati ed è complicato scegliere una squadra anziché un'altra. La schiera di quelle formazioni poco reclamizzate, ma pericolosissime è lunga: a cominciare dal solito Cittadella, per andare alla Reggina, all'Ascoli, alla Ternana, per finire con Vicenza e Spal.
Il Benevento rimane tra le favorite, non può essere altrimenti. Ma anche grazie a queste valutazioni può partire a fari spenti. Che non sempre è un fatto negativo. Certo è che elementi come Glik, Lapadula, Ionita, Letizia, Improta, Sau non possono non elevare, e di molto, il livello assoluto della squadra. Perciò questa volta le previsioni sono quanto di più complicato si possa fare. Il verdetto come sempre toccherà al campo e per quello che si è visto nelle prime partite i giallorossi non sono secondi a nessuno. Del resto anche le agenzie di scommessa non hanno perso la loro fiducia nella Strega, che rimane nei primi quattro posti tra le possibili vincitrici appena dopo Parma, Monza e Brescia. Ora si chiude con le trattative e con le chiacchiere, si passa al calcio giocato. E lì non ci saranno previsioni che tengano.
