Vigorito: "La retrocessione? Colpe di tutti. Sogno di tornare in A per restarci"

"Il primo deluso sono io. Eravamo sulle tracce di calciatori per un campionato da metà classifica"

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Benevento.  

Ospite di Ottogol, Oreste Vigorito è tornato sulla retrocessione dello scorso anno e sulle ambizioni legate al Benevento: 

“Non abbiamo le abitudini di addebitare le responsabilità a un componente nel corso di un campionato. Credo che se vogliamo tenere fede a quello che è il concetto del calcio, quando una stagione va male allora tutti hanno sbagliato. Nel girone di ritorno non eravamo una squadra diversa rispetto all’andata. Non potevamo esonerare un allenatore che era all’undicesimo posto e reduce da una promozione a suon di record, stesso discorso per il direttore sportivo. Avevamo tutti gli scontri diretti in casa. Immaginavamo, avendo rafforzato i punti deboli, che potessimo arrivare alla salvezza. C’era una squadra che vinceva da un anno e mezzo, non era un dato da non tenere in considerazione. A un certo punto, i problemi non erano più rimediabili perché la campagna acquisti era finita e non c’erano allenatori che potessero sostituire quello che avevamo. Inzaghi andava sostenuto in tutti i modi. Abbiamo provato a fare blocco. Siamo andati a vincere a Torino contro la Juventus e probabilmente quella vittoria ci ha convinto che avremmo ottenuto un altro successo per salvarci. Qualcosa nel gruppo si è sfaldato e qualche altro calciatore è andato sotto il rendimento abituale: una concatenazione di eventi che ci ha condannati". 

“Sogno di andare in A e di restarci. Quello che non sono riuscito a trasmettere è che il primo fortemente deluso sono io. Eravamo già sulle tracce di chi doveva farci fare un salto di qualità. Consideravo finito il ciclo di Inzaghi, tanto che a dicembre non gli ho rinnovato il contratto a differenza della stagione precedente. E' stato un tecnico che ci ha donato una visibilità che era il completamento per poter aspirare ad avere un appeal maggiore. Avevamo già i nomi di chi sarebbe venuto da noi per tentare di fare un campionato da metà classifica e Talbi era uno di questi. Non ho mai guardato i bilanci come limite, ma come base per fare altro".