Ancora due giorni al derby. A Benevento l'attesa è quella giusta, né tanta né poca. Il beneventano non è tipo che si scaldi tanto. Soprattutto le nuove generazioni che da venti anni a questa parte hanno vissuto ben altre sfide, assaporando due volte il gusto della serie A. La partita con i biancoverdi ha vissuto le sue epopee negli anni quaranta e cinquanta, ma negli anni della gestione Vigorito, in particolare, i derby tra sanniti e irpini si contano sulle dita delle due mani, una decina complessivamente, di cui solo due in serie B. Va da sé che una sfida così la sentano più le vecchie generazioni che quelle nuove.
Rimane la suggestione per una partita tra vicini di casa, la voglia di sfottò (che non dovrebbe mai andare oltre i limiti della sportività), ma la cosa rimane tutta lì. Con le esigenze della classifica che hanno certamente un'importanza superiore al “campanile”.
Il Benevento è reduce dal ko di Cremona e la cosa non l'hanno metabolizzata ancora tutti. E' rimasto tanto amaro in bocca. E allora la voglia di riscatto travalica persino il gusto di dare un dispiacere ai “cugini”. Floro ha assorbito bene la sconfitta ed ha provato a focalizzare l'attenzione dei suoi giocatori nel correggere gli errori commessi. D'altro canto il tecnico giallorosso non ha mai schierato una formazione in base all'avversario. Lui guarda principalmente in casa sua, a correggere quello che non ha funzionato e a fare in modo che si possa migliorare in fretta. Contro la Cremonese ha notato che spesso la costruzione del gioco dei suoi è stata lenta e pur facendo incetta di minuti di possesso, non sono riusciti a rendersi pericolosi come serviva. E' per questo che al di là del ritorno dei cosiddetti “titolarissimi”, Floro chiederà un palleggio più rapido, meno prevedibile e soprattutto più verticale.
Le scelte sono ancora nella sua testa, ma sembra scontato che ci possano essere alcuni rientri importanti: da Kouan, che ha scontato il turno di squalifica, a Scognamillo, che ha usufruito di un turno di riposo. C'è ancora qualche ballottaggio, che il tecnico risolverà all'ultimo momento.
Intanto mentre la squadra si allenava a Paduli, per consentire all'erba dell'Imbriani riseminata di recente, di rifiatare, Edo Pierozzi andava sotto i ferri a Turku in Finlandia. Ad intervenire sulla lesione tendinea del bicipite femorale è stato il professor Lasse Lampainen, uno che ha avuto tra le mani fiori di campioni, dal pallone d'oro Dembelè, al madridista Militao, fino a Pellegrini della Roma. La speranza è che il fiorentino possa tornare più forte di prima tra cinque mesi.
