Enrico Pezzi, "capitan futuro"

Il riminese è tra i giocatori più apprezzati da Gaetano Auteri

enrico pezzi capitan futuro
Benevento.  

La fascia da capitano ormai è una questione tra amici. Indiscutibilmente sul braccio di Fabio Lucioni, con discrezione su quella di Enrico Pezzi. Amici non solo in campo. Il riminese se l’è stretta al braccio sinistro nella seconda metà dell’amichevole di Paolisi, lo aveva fatto anche in Coppa contro il Melfi. “Capitan Futuro”, ha sussurrato. Senza insidiare la leadership del compagno di squadra che ha impersonato lo spirito della squadra salita in B. Lui, con quell’accento romagnolo, quella barba da Gengis Khan, tagliata a mò di Mondiali berlinesi dopo la partita col Lecce, con quella duttilità tecnico-tattica che ne fa un giocatore unico e ricercato, si è ritagliato ormai uno spazio importante nella squadra giallorossa. Poche parole, tanta determinazione. E’ quello che piace a don Gaetano che in ritiro al Mancini Park Hotel rispose ad un procuratore che gli offriva un esterno sinistro: “No, grazie. Ho un giocatore che può giocare dappertutto, destra, sinistra, alto, basso…”. Non lo conosceva ancora bene, ma aveva già capito tutto. Enrico è stata la “coperta di Linus” del tecnico di Floridia, un uomo per tutte le stagioni. E per ogni ruolo, ovviamente. Nella partita col Lecce che decideva le sorti della B gli ha chiesto l’ennesimo sacrificio. In assenza di Lopez c’era da fare un po’ di spostamenti, una sorta di effetto domino: Padella difensore destro, Mattera a sinistra e Pezzi qualche metro più avanti a fare l’esterno di centrocampo. Quando la posta in palio è così alta si scelgono i giocatori più affidabili e se si ha la fortuna di avere in squadra uno come il riminese, allora ogni spostamento tattico diventa logico. Atteso al terzo campionato con la strega, 59 partite nelle prime due stagioni in giallorosso, 194 in Lega Pro, 2 in B con la maglia della sua città, il Rimini, Flash, come lo hanno soprannominato all’ombra della Dormiente, vuole bruciare ancora le tappe di una carriera che lo sta premiando in ritardo rispetto ai meriti mostrati. Ora lo attende una B tutta giallorossa e come lui stesso ha scritto su Facebook dopo l’impresa del 30 aprile: “Adesso aBBracciamoci forte, perché insieme abbiamo costruito un domani migliore”.

Franco Santo