Dagli inizi a Gianni Rock. Compie 75 anni Massimo Ranieri, nato Giovanni Calone a Napoli il 3 maggio 1951. Una carriera lunghissima, iniziata quando era ancora un bambino e segnata da una determinazione costruita nella povertà. Agli esordi si faceva chiamare Gianni Rock, un nome scelto per omaggiare Elvis Presley, simbolo musicale di quegli anni. Il cambio arrivò con il successo: i discografici gli suggerirono un nome più distintivo e così nacque Massimo Ranieri, ispirato anche all’incontro con il principe Ranieri di Monaco.
Una carriera tra musica e teatro
Quinto di otto figli, Ranieri ha iniziato a lavorare a soli sette anni, tra piccoli impieghi e le prime esibizioni nei ristoranti. Il talento viene notato presto e a dodici anni firma il primo contratto discografico, portando a casa una cifra che cambia le condizioni della famiglia. Il successo arriva alla fine degli anni Sessanta con brani come “Rose rosse” e “Se bruciasse la città”. Parallelamente si apre anche la strada del cinema: nel 1970 debutta con “Metello”, diretto da Mauro Bolognini, ottenendo importanti riconoscimenti. Nel corso della carriera lavora con grandi nomi del teatro, tra cui Giorgio Strehler, e alterna musica, televisione e recitazione, diventando uno degli artisti più versatili dello spettacolo italiano.
Il legame con Sanremo
Il rapporto con il Festival di Sanremo è uno dei fili conduttori della sua carriera. Ranieri vi ha partecipato otto volte, vincendo nel 1988 con “Perdere l’amore”, una delle canzoni più amate dal pubblico italiano. L’ultima presenza sul palco dell’Ariston risale al 2025, a conferma di una carriera ancora attiva e capace di parlare a più generazioni.
La vita privata e la figlia Cristiana
Più complesso il capitolo personale. Massimo Ranieri ha sempre mantenuto grande riservatezza sulla sua vita privata, segnata però da una scelta che lo ha accompagnato negli anni. Nel 1971 nasce Cristiana, figlia avuta dalla cantante Franca Sebastiani. Il riconoscimento arriva solo nel 1995, quando la ragazza ha 24 anni. Una decisione che l’artista ha più volte raccontato con sofferenza, spiegando di essere stato molto giovane e condizionato dalle logiche dello spettacolo. Nel 2007 la presenta ufficialmente al pubblico televisivo, chiudendo simbolicamente una distanza durata decenni.
Un artista senza tempo
A 75 anni, Massimo Ranieri resta una figura centrale della cultura popolare italiana. Tra palcoscenico e vita personale, la sua storia è quella di un artista che ha attraversato epoche diverse, mantenendo intatto il rapporto con il pubblico.
