Un'operazione congiunta di ROS e Digos svela una rete giovanile legata al gruppo eversivo 'The Base'. Tra i 17 indagati figurano quattordici adolescenti, anche a Napoli e Benevento: simulavano esecuzioni di minoranze nei videogame e si addestravano ad azioni dirette con armi bianche.
Un'inchiesta dell'Antiterrorismo accende i riflettori su una pericolosa deriva estremista tra gli adolescenti italiani. Un'operazione coordinata su scala nazionale ha portato all'esecuzione di 17 perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di altrettanti indagati, di cui ben 14 minorenni. L'accusa guarda con attenzione al reato di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, aggravata dall'apologia del terrorismo e dall'uso di strumenti telematici.
Tra i territori coinvolti dall'azione delle forze dell'ordine spicca la Campania, con interventi mirati da parte degli agenti della Digos della Questura di Napoli e di Benevento. Anche all'ombra del Vesuvio la rete eversiva aveva attecchito, intercettando giovanissimi attratti dalla narrazione suprematista e dalla violenza ideologica.
Dal gaming online all'addestramento armato: il marchio di 'The Base'
L'indagine ha fatto emergere un quadro inquietante sulle modalità di reclutamento e radicalizzazione dei giovanissimi. Gli indagati, quasi tutti adolescenti, facevano riferimento a 'The Base', nota organizzazione suprematista e accelerazionista di matrice neonazista nata negli Stati Uniti e diffusasi in vari Paesi occidentali. Il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni documenta un salto di qualità operativo: sequestrate armi bianche, tra cui coltelli da combattimento e pugnali, vessilli, manifesti e oggettistica con simbologia nazionalsocialista.
Manualistica per "azioni dirette": Gli indagati si scambiavano sulla rete guide tecniche e manuali d'auto-addestramento contenenti istruzioni per il confezionamento di ordigni artigianali, tecniche di guerriglia urbana e sabotaggio.
Gamification dell'odio: Un ruolo centrale era svolto dalle piattaforme di gioco online. Gli adolescenti utilizzavano i videogame per simulare virtualmente l'omicidio e la caccia all'uomo contro persone appartenenti a minoranze etniche e religiose, trasformando la violenza razziale in una forma di intrattenimento digitale e addestramento ideologico.
La rete nazionale: da Napoli alla Lombardia, coordinamento ROS-Digos
L'operazione scattata nelle ultime ore rappresenta il culmine di una complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri del ROS con il supporto dei Comandi Provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento, e dagli agenti della Digos della Questura di Verona, sotto la regia della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. L'estensione territoriale dimostra come la radicalizzazione di matrice suprematista non sia un fenomeno confinato a singole realtà provinciali, ma una rete fluida e decentralizzata che sfrutta la capillarità delle chat crittografate.
Il coinvolgimento diretto di minori residenti a Napoli e provincia testimonia la capacità delle narrative eversive di permeare contesti sociali eterogenei, facendo leva sul senso di isolamento, sull'uso incontrollato dello smartphone e sull'effetto cassa di risonanza delle community estremiste online.
L'allarme degli inquirenti: la radicalizzazione precoce sul web
L'inchiesta giudiziaria pone interrogativi urgenti sulla sicurezza cibernetica e sui processi di radicalizzazione in età scolare. Non si tratta più soltanto di singoli casi di bullismo o fascismo folkloristico: le forze dell'ordine si trovano di fronte a cellule virtuali capaci di guidare giovanissimi dal mondo dei pixel a quello reale, fornendo strumenti concreti per compiere atti di violenza politica.
Le analisi sui dispositivi informatici sequestrati a Napoli e nelle altre città italiane serviranno ora a ricostruire la catena di comando, identificare eventuali contatti esteri e verificare se il gruppo stesse pianificando azioni dirette sul territorio nazionale.
