La riforma della legge quadro sull’artigianato rappresenta un passaggio necessario per adeguare la normativa a un sistema produttivo profondamente cambiato rispetto all’impianto originario.
Il tema riguarda il futuro di migliaia di imprese artigiane che, anche in Campania, operano ogni giorno tra competenze tecniche, capacità produttiva, innovazione, qualità del lavoro e radicamento territoriale.
Per Confartigianato Campania, il confronto deve restare orientato al merito della riforma, evitando contrapposizioni tra mondi produttivi che, sui territori, affrontano spesso le stesse sfide: accesso al credito, innovazione, formazione delle competenze, passaggio generazionale, produttività e apertura ai mercati.
La revisione della disciplina non va letta come l’introduzione di vantaggi impropri, ma come l’occasione per superare vincoli ormai non più adeguati alla realtà economica attuale, consentendo alle imprese artigiane di crescere senza perdere la propria natura.
Le dichiarazioni del Presidente Regionale Franco Risi
"Le imprese artigiane non chiedono scorciatoie né vantaggi impropri, ma regole moderne e chiare, capaci di riconoscere l’evoluzione del settore. Crescere non significa perdere l’identità artigiana, ma poter assumere, investire, innovare e competere meglio, restando radicati nei territori e nelle comunità.
Il sistema produttivo non ha bisogno di nuove divisioni, ma di concorrenza leale e strumenti adeguati a rafforzare le imprese. La competitività si costruisce investendo su competenze, formazione, innovazione, produttività e qualità del lavoro.
Difendere l’artigianato oggi significa riconoscere che l’artigiano contemporaneo è un imprenditore capace di tenere insieme manualità, tecnologia, creatività e responsabilità verso il territorio".
