Guerra legale sul supermercato, coi dipendenti in ansia

Il consiglio di stato fa chiudere un ipermercato, gli avvocati lo fanno riaprire

guerra legale sul supermercato coi dipendenti in ansia

Chiuso giovedi' scorso in seguito ad una sentenza definitiva del Consiglio di Stato, ha riaperto dopo due giorni il supermercato Deco' di Caiazzo, nel Casertano.

Una battaglia a colpi di carta bollata attorno alla struttura dichiarata abusiva dal massimo organo di giustizia amministrativa, con venti impiegati che solo pochi giorni fa erano vicini al licenziamento; e che ora sperano che la politica intervenga e li salvi. Si parla di una sanatoria per l'immobile che ospita l'attivita' commerciale, ma intanto a far riaprire il supermercato e' stata la lettera inviata dal legale della societa' Iper Volturno srl, proprietaria della struttura, Pasquale Marotta, che ha annunciato ricorso per revocazione contro la sentenza del Consiglio di Stato, chiedendo nel frattempo al Comune di Caiazzo di riaprire l'esercizio.

Di certo la strategia difensiva e' di quelle difficili da attuare, visto che la strada della revocazione e' molto complicata, ma comunque l'Iper Volturno, e i venti dipendenti, guadagnano tempo in attesa che si studi una soluzione che salvi la struttura dall'abbattimento. La sentenza del Consiglio di Stato e' arrivata dopo che il Tar Campania, nel 2012, aveva dato ragione all'Iper Volturno; a mettere in moto la giustizia amministrativa era stato il titolare del supermercato attiguo al Deco', piu' vecchio di quest'ultimo, che nel 2011 si era visto piazzare a fianco alla propria attivita', al posto della storica concessionaria di vendita d'auto, un esercizio simile al suo che con il tempo gli avrebbe tolto parecchi clienti. Il Consiglio di Stato ha capovolto la sentenza di primo grado, dichiarando l'immobile abusivo, cosi' il Comune, diffidato qualche giorno fa ad attuare la sentenza, ha inviato i vigili urbani che hanno proceduto alla chiusura in attesa della demolizione. In 48 ore e' pero' cambiato tutto, e ora la salvezza per il Deco' e le venti persone che vi lavorano, e le loro famiglie, potrebbe non essere cosi' lontana.