Sassi contro finestrino, si rompe il vetro. Paura in treno

Poteva essere una tragedia. "Pensavamo ci avessero sparato"

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Paura sul treno in direzione Caserta. Sassi contro finestrino. Si rompe il vetro. Borrelli e Simioli. Poteva essere una tragedia. Testimoni. Pensavamo ci avessero sparato.

“Abbiamo ricevuto delle segnalazioni da privati in merito a quanto accaduto lunedì sera sul treno che da Napoli centrale porta a Caserta. E quanto accaduto è davvero di una gravità estrema. E a quanto pare forse, non sarebbe l'unico episodio.

I fatti:

Alla fermata presso la stazione di Aversa, mentre il treno era ormai per ripartire, un sasso ha colpito con forza il finestrino di uno dei vagoni rompendolo e creando panico tra i passeggeri” raccontano il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e lo speaker radiofonico di Radio Marte, Gianni Simioli denunciando l’accaduto con materiale fotografico reperito dalle segnalazioni degli stessi passeggeri.

“Il colpo ha disperso pezzi di vetro sui sediolini. Impossibile identificare il colpevole perché ha ben pensato di agire nello spazio d’ombra poco distante dalla parte illuminata della stazione. Quanto accaduto però mostra l’isolamento e la facilità con la quale i criminali possono operare in questi luoghi, di sera ancora più abbandonati” continuano Borrelli e Simioli.

“E’ stato tremendo, ho pensato ad uno sparo, avevo le orecchie ovattate e non ho capito da subito cosa stesse accadendo.

Due ragazze mi hanno detto che era stato un sasso. Ci siamo allontanate e abbiamo aspettato la stazione di Marcianise per scendere. In giornata andrò dai carabinieri per muovere denuncia. Non deve accadere mai più” dichiara uno dei passeggeri presenti sul vagone, Vera Frattolillo.

“Bisogna aumentare la vigilanza e i controlli, non lasciare i passeggeri e il personale di servizio dei treni soli contro delinquenti e violenti” aggiungono il consigliere Borrelli e Simioli. Una situazione di estrema pericolosità ben notta, in tutta Italia. Non si contano i casi di violenza ai danni soprattutto di operatori delle ferrovie dello Stato, molti dei quali rimasti impuniti.