Lo spaccio 4.0 dei giovanissimi: tra chat criptate e bitcoin

Sgominata baby organizzazione: ordinavano online, pagavano in bitcoin,vendevano via chat

lo spaccio 4 0 dei giovanissimi tra chat criptate e bitcoin
Santa Maria Capua Vetere.  

Giovanissimi, super tecnlogici e scaltri: avevano messo su un sistema di spaccio sofisticatissimo cinque ragazzi della provincia di Caserta.
Ragazzini, alcuni anche minorenni quando sono partite le indagini, che hanno sfruttato le loro conoscenze informatiche per organizzare piazze di spaccio 4.0, mettendo da parte le icone tradizionali: comunicavano tra loro tramite app di conversazioni criptate, ordinavano la merce a distanza, sempre tramite internet e pagavano in bitcoin.


Stamattina però l’organizzazione è stata sgominata: i Carabinieri di San Prisco, come da ordinanza del Gip su richiesta della DDA di Napoli, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone (tre in carcere e due ai domiciliari) indiziate di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso. Le indagini sono partite nel 2016, coordinate inizialmente dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e poi dalla DDA, e si sono svolte grazie a intercettazioni telefoniche, testimonianze di assuntori di stupefacenti e raccolta di riscontri.
E’ emerso che un gruppo di 11 giovani, sei dei quali minorenni, spacciavano tra Santa Maria Capua Vetere e zone limitrofe. Il capo dell’organizzazione e gli altri si dividevano in maniera precisa i compiti di approvvigionamento,

confezionamento e spaccio di hashish e marijuana, che venivano smerciate nei luoghi di aggregazione dei giovani. Dalle intercettazioni è emerso appunto che il capo contattava gli altri con un sistema criptato di messaggeria “Surespot” e si riforniva di marijuana e hashish bypassando i canali tradizionali ma sempliceente ordinando via internet e facendosi spedire le sostanze via posta pagando con moneta virtuale, i cosiddetti bitcoin.
Tre dei maggiorenni, Vladislav S. di 22 anni, Davide S. di 22anni e Giuseppe C. di 29 sono destinatari della custodia cautelare in carcere, ai domiciliari Francesco T. di 22 anni e Kevin G. di 23.
Gli indagati minorenni invece, i base alla collaborazione tra DDa e Procura presso il tribunale per i minorenni di Napoli, sono stati raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini.