"Non abbiamo mai cercato vendetta ma giustizia. E la giustizia deve essere fatta leggendo attentamente gli atti del processo. Emanuele è figlio di tutti voi, un figlio di 13 anni uscito di casa per divertirsi e brutalmente accoltellato da un suo coetaneo che invece si era portato un coltello per togliere la vita a un giovane inerme".
A parlare all'Ansa è Amalia Iorio, la mamma di Emanuele Di Caterino, il 13enne ucciso con un fendente alla schiena il 7 aprile del 2013 ad Aversa, in provincia di Caserta, rimasto coinvolto in una lite tra giovanissimi.
Secondo quanto emerso dalle indagini dopo avere inferto le coltellate l'imputato - il 29enne Agostino Veneziano, che all'epoca dei fatti aveva 17 anni - venne inseguito dagli amici della vittima alcuni dei quali, anche loro, colpiti dai fendenti di Veneziano. I fatti avvenuti nel 2013 sono stati oggetto di due procedimenti giudiziari: uno per lesioni che ha visto Veneziano assolto per legittima difesa e il secondo, quello in cui deve rispondere di omicidio, attualmente in corso davanti alla IV sezione penale della Corte di Appello di Napoli.
