Carabiniere morto in Liguria, la Procura ipotizza l'istigazione al suicidio

La tragedia del maresciallo Sparago: sequestrati i telefoni della vittima

carabiniere morto in liguria la procura ipotizza l istigazione al suicidio
Curti.  

La procura di La Spezia ha disposto il sequestro del telefono personale e di quello di servizio di Giovanni Sparago, il maresciallo dei carabinieri 25enne originario di Curti trovato morto il 22 aprile scorso a La Spezia, dove prestava servizio. Il provvedimento è stato adottato dalla pm Monica Burani, titolare del fascicolo, nell'ambito delle verifiche investigative finalizzate ad accertare l'ipotesi di istigazione al suicidio.

I genitori: "Non si è tolto la vita per sua scelta"

La famiglia di Giovanni Sparago non accetta la ricostruzione dei fatti nella sua versione più semplice. Il padre Michele, colonnello dell'Esercito, ha ribadito più volte la propria posizione: "Mio figlio era un giovane che amava la vita, con progetti per il futuro, che ambiva ad entrare nell'Accademia militare per ufficiali dei carabinieri. Un giovane così solare non aveva motivo alcuno di suicidarsi."

I genitori, assistiti dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, hanno già depositato una richiesta alla Procura di La Spezia affinché vengano ascoltati in qualità di persone informate sui fatti. I due, che parlavano ogni giorno per telefono con il figlio, avrebbero ricevuto nel tempo confidenze e riferito circostanze tali da poter delineare, secondo i legali, un quadro diverso rispetto a quello emerso inizialmente.

Fascicolo aperto contro ignoti, attesa per l'esito dell'autopsia

La pm Burani ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti. L'obiettivo della famiglia è quello di individuare eventuali responsabilità che possano aver influito sulla scelta estrema del giovane militare. Si attende inoltre l'esito dell'esame autoptico, che potrà fornire ulteriori elementi all'indagine.