Un’organizzazione criminale transnazionale specializzata in frodi informatiche e riciclaggio è stata smantellata dai militari del Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cuneo, al termine di un’articolata operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Cuneo.
L’inchiesta, aggiornata al 26 febbraio 2026, ha preso avvio dalla denuncia di una vittima caduta in una cosiddetta “truffa romantica”, meccanismo sempre più diffuso che sfrutta relazioni virtuali costruite ad arte per ottenere trasferimenti di denaro. Da quel primo esposto gli investigatori hanno ricostruito un sistema ben più ampio, con ramificazioni in Italia, Portogallo, Lituania, Irlanda del Nord e Belgio.
Falsi profili e investimenti in criptovalute
Il gruppo operava attraverso la creazione di falsi profili sui principali social network, utilizzati per adescare cittadini su tutto il territorio nazionale. Le vittime venivano coinvolte in finti rapporti sentimentali oppure attirate dalla prospettiva di guadagni facili tramite investimenti inesistenti in criptovalute e wallet digitali.
Alla base del meccanismo fraudolento vi era una sofisticata attività di manipolazione psicologica e l’uso sistematico della sostituzione di persona. Le identità virtuali erano costruite con cura per risultare credibili, con fotografie rubate, storie personali dettagliate e comunicazioni costanti volte a instaurare un clima di fiducia e dipendenza emotiva.
Il principio del “follow the money”
Determinante è stata la ricostruzione dei flussi finanziari secondo il principio del “follow the money”. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cuneo hanno analizzato una copiosa documentazione bancaria, svolto attività di osservazione, controllo e pedinamento, raccolto sommarie informazioni testimoniali e incrociato le segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema antiriciclaggio.
L’attività investigativa ha consentito di accertare il riciclaggio e l’autoriciclaggio di circa 900 mila euro. Le somme venivano sistematicamente canalizzate su molteplici rapporti finanziari intestati agli indagati, così da schermare la provenienza illecita del denaro e ostacolarne l’identificazione.
Arresto e sequestri
Sulla base del quadro indiziario raccolto, il G.I.P. presso il Tribunale di Cuneo ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un indagato, ritenuto responsabile di truffa, autoriciclaggio e sostituzione di persona. Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo di diciannove rapporti finanziari utilizzati per la commissione degli illeciti.
L’operazione ha inoltre portato alla notifica di avvisi di garanzia nei confronti di altri ventidue soggetti indagati per riciclaggio e autoriciclaggio, due dei quali già detenuti per altre condotte illecite. L’inchiesta conferma la crescente dimensione internazionale delle frodi informatiche e la necessità di un coordinamento investigativo sempre più strutturato per contrastare fenomeni che sfruttano la rete e le nuove tecnologie per colpire le vittime direttamente nelle loro relazioni personali.
