Maxi frode fiscale da 35 milioni, 18 indagati in sei regioni

Fatture false per oltre 2.000 operazioni, coinvolte 200 imprese

maxi frode fiscale da 35 milioni 18 indagati in sei regioni

La Guardia di finanza di Agrigento ha scoperto una presunta frode da 35 milioni di euro basata su fatture false emesse da sette società cartiere. Indagate 18 persone e 13 società in Sicilia e in altre cinque regioni

L’indagine tra Sicilia e Nord Italia. Una presunta frode fiscale da oltre 35 milioni di euro, costruita attraverso un sistema di fatture per operazioni inesistenti, è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Agrigento al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Sciacca. L’inchiesta, che si è avvalsa anche della collaborazione del reparto territoriale dei carabinieri, coinvolge oltre 200 imprese distribuite in sei regioni: oltre alla Sicilia, Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria e Puglia.

Al centro dell’indagine ci sarebbero più di 2.000 fatture emesse da sette società “cartiere”, risultate inesistenti e intestate a prestanome. Secondo l’accusa, tali documenti fiscali sarebbero stati utilizzati per abbattere il carico tributario e generare indebiti crediti Iva.

La “regia unitaria” e le commissioni

La Procura contesta l’esistenza di una regia unitaria dietro il sistema fraudolento, attribuita a un cittadino di Agrigento. L’uomo, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe trattenuto l’Iva relativa alle fatture false, applicando inoltre una commissione variabile tra il 5 e il 14 per cento sugli importi indicati nei documenti fiscali.

Per l’indagato è stata contestata anche l’ipotesi di autoriciclaggio, legata al presunto reinvestimento di parte dei proventi illeciti in un’attività imprenditoriale nel Nord Italia. Nel corso di una perquisizione sono stati sequestrati 305 mila euro in contanti, di cui 225 mila in banconote suddivise in mazzette, etichettate, conservate in sacchetti sottovuoto e nascoste in un’intercapedine di un sottoscala.

Indagati e verifiche fiscali

Complessivamente sono 18 le persone indagate, a vario titolo, per frode fiscale e omessa dichiarazione, insieme a 13 società. L’indagato ritenuto promotore del sistema avrebbe già chiesto l’accesso al patteggiamento, subordinandolo alla confisca dei beni sequestrati, per un valore stimato in circa tre milioni di euro.

Nei confronti di sei società coinvolte i finanzieri di Sciacca hanno già avviato verifiche fiscali mirate. Le altre imprese che avrebbero beneficiato delle fatture false sono state segnalate ai reparti territorialmente competenti della Guardia di finanza per la contestazione delle violazioni tributarie.