Fiumicino, rientrano dall’Oman i primi italiani: "Volo pagato cash"

Da Dubai e Abu Dhabi in taxi fino a Muscat: rientrati 127 connazionali dopo l’escalation in Iran

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Arrivati al Leonardo da Vinci con un charter partito da Muscat. Raccontano notti nei garage degli hotel e pagamenti immediati per partire. Molti hanno anticipato migliaia di euro tra taxi e biglietti. Domani atteso un nuovo volo con 200 studenti

È atterrato alle 21.30 al Terminal 3 dell’Aeroporto Leonardo da Vinci il primo volo charter organizzato per riportare in Italia i connazionali rimasti bloccati tra Dubai e Abu Dhabi dopo l’escalation militare in Iran. A bordo del Boeing 737 della Oman Air, partito da Muscat alle 14 ora italiana di lunedì 2 marzo, c’erano 127 italiani. Volti provati, occhi lucidi, abbracci lunghi dopo il controllo passaporti. Un sospiro collettivo che ha segnato la fine di giorni vissuti tra esplosioni, allarmi e fughe improvvise.

La corsa verso l’Oman

Il viaggio verso casa è stato tutt’altro che semplice. Molti erano stati avvisati dalle sedi diplomatiche italiane negli Emirati della possibilità di imbarcarsi su un volo in partenza da Muscat. Da lì è iniziata una corsa contro il tempo: taxi da Dubai o Abu Dhabi fino alla frontiera con l’Oman, poi un secondo trasferimento fino all’aeroporto della capitale omanita.

Il costo è stato interamente a carico dei passeggeri. In media circa 500 euro per il taxi, poi un biglietto aereo che diversi viaggiatori stimano intorno ai 1.500 dollari. Pagamento immediato, spiegano, in contanti o con carta senza possibilità di dilazioni. “Chi aveva i soldi è partito, chi non li aveva è rimasto a terra”, racconta Carolina, diretta a Genova. L’aereo, aggiunge, non era pieno.

Le esplosioni e la fuga negli hotel

Le testimonianze si somigliano. Ambra Chessa, 31 anni, di Siena, doveva raggiungere la sorella a Dubai per una vacanza in famiglia. “Quando sono iniziate le prime esplosioni nessuno si aspettava che avrebbero bombardato. Ci chiamava in lacrime dall’hotel sulla Palm Jumeirah, vedevamo i droni cadere e i caccia volare bassissimi”. Poche ore dopo, il fuggi fuggi generale.

Daniela, in viaggio con il figlio per assistere a un torneo di tennis, ricorda l’undicesimo piano dell’albergo e le prime deflagrazioni in lontananza. “Siamo scappati nel garage sotterraneo. Poi abbiamo saputo del volo da Muscat e abbiamo preso il primo taxi disponibile”. La tensione si scioglie solo all’arrivo a Roma, tra abbracci e telefonate ai familiari.

Il ruolo della Farnesina e i prossimi rientri

Il charter è stato organizzato con il coordinamento della Farnesina per consentire un primo rientro in emergenza. Dietro ai 127 passeggeri c’era anche un gruppo arrivato negli Emirati con un tour operator, che ha coperto le spese del trasferimento e del volo. I rimpatri proseguiranno nelle prossime ore. Oggi, nel pomeriggio, è previsto l'arrivo di un altro volo della Oman Air diretto a Milano con circa 200 studenti rimasti bloccati durante un programma di scambio culturale. Ma il numero degli italiani presenti nell’area è ancora elevato e l’operazione richiederà tempo.