Governo, notte di tensione a Roma: Meloni a cena con i vice per rilanciare

Dopo il referendum, vertice serale con Salvini e Tajani

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La premier riunisce i vice dopo il Consiglio dei ministri: sul tavolo sconfitta referendaria, caro energia e possibili rimpasti. Clima teso nella maggioranza, tra richieste di risultati e timori economici

La cena era prevista, ma il clima non era dei più distesi. Dopo il Consiglio dei ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto nella sua residenza romana i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Ufficialmente, un incontro di routine. Nella sostanza, un vertice per affrontare la fase più delicata dall’inizio della legislatura. Poche ore prima, la premier aveva invitato la squadra di governo a «ingranare le marce alte», segnale evidente della necessità di una svolta operativa. Il contesto è segnato dalla sconfitta referendaria e da una crescente pressione economica: caro carburanti, inflazione e tensioni internazionali impongono scelte rapide e coordinate

Delusione e nodo rimpasto

Il silenzio pubblico di Meloni dopo il voto pesa più di qualsiasi dichiarazione. Chi le è vicino la descrive come «molto delusa», convinta che il merito della riforma avrebbe prevalso sullo scontro ideologico. La realtà è stata diversa e ha lasciato strascichi anche nella tenuta della maggioranza. Sul tavolo resta il tema del rimpasto, dopo l’uscita della ministra Daniela Santanchè e le posizioni in bilico di alcuni sottosegretari. Tra le ipotesi circola il nome di Adolfo Urso per il Turismo, mentre la premier mantiene per ora l’interim. Ma il quadro resta fluido e un eventuale passaggio al Quirinale potrebbe aprire a interventi più ampi.

Economia e tensioni interne

A complicare lo scenario è la congiuntura economica. L’aumento dei prezzi della benzina e il rischio di una nuova fiammata inflattiva preoccupano Palazzo Chigi. Parallelamente emergono frizioni politiche. I vicepremier avrebbero espresso un disagio crescente per il peso politico di Fratelli d’Italia, accusato di «cannibalizzare» le iniziative degli alleati. Tajani avrebbe rivendicato la centralità storica di alcune riforme care a Silvio Berlusconi, mentre Salvini punta a rilanciare il proprio ruolo, anche con il ritorno al Viminale tra gli obiettivi dichiarati.

Una maggioranza da rilanciare

Nonostante le tensioni, la coalizione non appare sul punto di rottura. La Lega ha ribadito la lealtà al governo, mentre Forza Italia attraversa una fase di assestamento interno. Più che una crisi imminente, emerge un problema di direzione politica. Le opposizioni chiedono alla premier di riferire in Parlamento, mentre nella maggioranza cresce l’attesa per una nuova linea. La tentazione di elezioni anticipate resta sullo sfondo, ma lo scenario internazionale e l’assenza di una legge elettorale stabile frenano ogni accelerazione. Per Meloni, il nodo è uno solo: riprendere il controllo politico e rilanciare l’azione di governo.