Milano saluta don Mazzi, l'ultimo abbraccio in Sant'Ambrogio

Folla ai funerali del fondatore di Exodus. Lutto cittadino e tanti protagonisti presenti

milano saluta don mazzi l ultimo abbraccio in sant ambrogio

Commozione nella Basilica di Sant'Ambrogio per l'ultimo saluto a don Antonio Mazzi. Alla cerimonia autorità, volontari, amici e rappresentanti del mondo civile e sportivo. Milano gli rende omaggio con il lutto cittadino

La Basilica di Sant'Ambrogio, nel cuore di Milano, ha accolto una folla composta e partecipe per i funerali di don Antonio Mazzi, sacerdote e fondatore della comunità Exodus, figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento nell'impegno sociale a favore dei giovani, delle persone fragili e di chi cercava una seconda possibilità.

La città ha proclamato il lutto cittadino in occasione dell'ultimo saluto, riconoscendo il valore del lungo percorso umano e pastorale di un uomo che ha dedicato la propria vita all'accoglienza e al recupero delle persone più vulnerabili.

Una cerimonia nel segno della gratitudine

Alla celebrazione hanno preso parte numerose autorità e personalità del mondo istituzionale, ecclesiale e sportivo. Presenti il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell'associazione Libera, e il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, insieme a volontari, educatori e a molte persone che nel corso degli anni hanno condiviso il cammino di Exodus.

Tra i momenti più toccanti della giornata anche le parole di Lele Mora, che ha ricordato il sacerdote con grande emozione, definendolo "un secondo padre", testimonianza del legame personale costruito ben oltre l'attività pubblica.

L'eredità di Exodus

Fondata negli anni Ottanta, Exodus è diventata una delle realtà più conosciute in Italia nel recupero dalle dipendenze e nel sostegno ai giovani in difficoltà. Attraverso comunità, progetti educativi e percorsi di reinserimento, l'opera di don Antonio Mazzi ha coinvolto migliaia di persone, lasciando un'impronta profonda nel mondo del volontariato e del sociale.

Nel corso della cerimonia è stato più volte ricordato come il sacerdote abbia trasformato il concetto di accoglienza in un impegno quotidiano, offrendo ascolto e opportunità a chi viveva situazioni di marginalità.

Un'eredità che continua

L'addio celebrato a Milano non rappresenta soltanto la conclusione di una vicenda umana straordinaria, ma anche il passaggio di un testimone. La comunità Exodus, insieme ai suoi volontari e collaboratori, continuerà a portare avanti il progetto educativo e sociale costruito da don Antonio Mazzi, mantenendo vivo il messaggio di speranza e inclusione che ha caratterizzato tutta la sua vita.