Bollo auto, esenzione per il 73% delle famiglie: ipotesi proroga

Nel 2027 stop al tributo per un veicolo fino a 80 kW. La manovra potrebbe cambiare le regole

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L’Ufficio parlamentare di bilancio misura gli effetti dell’agevolazione: coinvolti quasi tre nuclei su quattro tra quelli con un veicolo. Restano da definire l’eventuale estensione e le coperture finanziarie

Il bollo auto potrebbe diventare uno dei capitoli più discussi della manovra per il 2027. La misura già introdotta per il prossimo anno prevede l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per un solo veicolo, entro determinati requisiti di potenza e alimentazione. Ora il Governo valuta la prospettiva di renderla permanente, mentre resta aperta la possibilità di allargarne la platea. Per milioni di famiglie si tratterebbe di un alleggerimento delle spese legate alla mobilità, ma il passaggio da intervento annuale a misura strutturale richiederà nuove scelte sulle coperture.

Chi può beneficiare dell’esenzione

Il decreto del 17 settembre 2026 dispone, per i versamenti con scadenza ordinaria nel 2027, l’esenzione relativa a una sola autovettura a benzina o gasolio, anche ibrida, con potenza non superiore a 80 kilowatt, pari a circa 109 cavalli. L’agevolazione è rivolta alle persone fisiche e non prevede un limite Isee. Se il contribuente dispone di più auto idonee, il beneficio riguarda quella di potenza inferiore. In assenza di autovetture che rispettino i requisiti, l’esenzione può riguardare un motociclo o un ciclomotore, secondo le condizioni previste dalla norma. È richiesto che il veicolo sia regolarmente assicurato.

La soglia degli 80 kW è quindi decisiva. Non si tratta, allo stato attuale, di una cancellazione generalizzata del bollo: chi supera il limite di potenza non rientra automaticamente nel beneficio. Anche un eventuale ampliamento annunciato o discusso in sede di bilancio non può essere considerato acquisito fino all’approvazione delle disposizioni definitive.

Il peso della misura secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio

Secondo il focus diffuso il 27 ottobre dall’Ufficio parlamentare di bilancio, il beneficio coinvolgerebbe il 73% delle famiglie che possiedono almeno un veicolo. La percentuale scende al 63% considerando anche i nuclei che non hanno mezzi intestati. L’esenzione riguarderebbe il 45% dei veicoli e il 65% degli intestatari. Il dato descrive la distribuzione potenziale della misura, non una platea già ammessa a una nuova esenzione permanente.

L’analisi evidenzia un effetto relativamente più favorevole per i nuclei meno abbienti: il bollo pesa sui loro bilanci fino a sei volte più che su quelli delle famiglie con maggiore capacità di spesa. Rapportato ai consumi, il vantaggio dell’esenzione vale l’1,1% per il primo decimo delle famiglie ordinate per spesa, contro lo 0,2% dell’ultimo. Considerato insieme ai tagli delle accise disposti nel 2026, potrebbe compensare all’incirca metà dell’aumento del costo dei carburanti registrato quest’anno.

La partita delle coperture e delle Regioni

La prospettiva di stabilizzare lo sgravio pone però questioni finanziarie e istituzionali. Il bollo è un tributo regionale e la normativa prevede trasferimenti compensativi per il 2027 pari a circa 2,29 miliardi di euro. Una proroga stabile richiederebbe risorse altrettanto stabili e un confronto sul gettito destinato alle Regioni. Lo stesso organismo indipendente segnala inoltre che la soglia netta degli 80 kW può creare differenze di trattamento tra auto molto simili e condizionare le scelte nel mercato dell’usato.

Il prossimo passaggio sarà dunque politico e parlamentare: stabilire se mantenere la platea attuale, modificarne i requisiti oppure estendere il beneficio oltre il solo 2027. Per gli automobilisti il riferimento, al momento, resta il quadro normativo già definito. Le ulteriori ipotesi dovranno essere verificate nel testo della legge di bilancio e nei successivi provvedimenti attuativi.