Influenza nei bambini, i pediatri: «Chiamare le famiglie per vaccinarli»

L'appello della Società italiana di pediatria: più adesioni quando è il medico a fissare l'incontro

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La campagna antinfluenzale fatica a decollare, mentre la prevenzione della bronchiolite supera il 90% di copertura. Agostiniani avverte: «L'influenza può essere pericolosa per i più fragili». E ricorda il rischio di contagio per i nonni

La stagione dei virus respiratori si avvicina, ma la vaccinazione antinfluenzale dei bambini procede ancora tra difficoltà organizzative e scarsa percezione del rischio da parte delle famiglie. A lanciare l'allarme è la ??????????????` ???????????????? ???? ?????????????????? (??????), che propone di rafforzare la cosiddetta chiamata attiva, un sistema attraverso il quale sono direttamente i pediatri a contattare i genitori per programmare la vaccinazione dei figli.

La richiesta arriva dal presidente della società scientifica, ???????? ??????????????????????, che in un'intervista all'?????????????????? ???????????? richiama l'attenzione sulla necessità di proteggere i più piccoli, soprattutto quelli affetti da patologie croniche o con difese immunitarie ridotte.

Il quadro è ancora provvisorio. Non sono infatti disponibili dati nazionali aggiornati né sulle vaccinazioni antinfluenzali pediatriche né sull'immunoprofilassi contro il virus respiratorio sinciziale nei neonati. Ma dalle prime indicazioni raccolte dai pediatri emerge una differenza significativa tra le due campagne di prevenzione.

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La prevenzione del virus respiratorio sinciziale, principale responsabile di molti casi di bronchiolite nei neonati, registra un'adesione decisamente più elevata rispetto alla vaccinazione contro l'influenza.

«Lo scorso anno, per la prevenzione dell'Rsv, è stata raggiunta una copertura superiore al 90%», ricorda ??????????????????????, sottolineando che anche quest'anno le prime indicazioni sembrano confermare un andamento positivo.

Il risultato viene attribuito anche alle modalità di somministrazione degli anticorpi monoclonali, che vengono generalmente offerti direttamente in ospedale, poco dopo la nascita del bambino. Una procedura che semplifica l'accesso alla profilassi e riduce la necessità per i genitori di organizzare appuntamenti successivi.

Non si tratta di una vaccinazione tradizionale: gli anticorpi monoclonali forniscono una protezione passiva contro il virus, mentre i vaccini stimolano il sistema immunitario a produrre una propria risposta.

La maggiore partecipazione dipende anche dalla preoccupazione suscitata dalla bronchiolite, una malattia respiratoria che soprattutto nei primi mesi di vita può provocare difficoltà respiratorie e richiedere il ricovero ospedaliero.

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Diversa la situazione della campagna antinfluenzale, entrata nella fase operativa soltanto nelle ultime settimane.

Secondo il presidente della ??????, le temperature ancora miti non hanno favorito la partecipazione delle famiglie. Il clima relativamente caldo contribuisce infatti a far percepire l'influenza come un problema lontano, riducendo l'urgenza di vaccinare i bambini.

A incidere sono anche le differenze organizzative tra le ??????????????, dove le modalità di accesso alla vaccinazione possono variare sensibilmente.

In alcuni territori le famiglie devono prenotare autonomamente la somministrazione, mentre in altri sono maggiormente coinvolti i pediatri di libera scelta. Una diversità di approccio che, secondo gli specialisti, può influenzare l'adesione.

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La soluzione indicata dai pediatri è rendere più semplice e diretto il percorso vaccinale.

«I risultati migliori si ottengono dove è il pediatra a contattare direttamente la famiglia e a fissare un appuntamento», spiega ??????????????????????.

Il principio è semplice: anziché attendere che siano i genitori a chiedere informazioni o a prenotare autonomamente il vaccino, il medico prende l'iniziativa, propone la vaccinazione e concorda una data.

Questo sistema permette anche di affrontare eventuali dubbi, chiarire le indicazioni mediche e individuare tempestivamente i bambini che necessitano di maggiore protezione.

Il rapporto di fiducia tra pediatra e famiglia diventa così uno degli strumenti più importanti della prevenzione. La chiamata attiva può risultare particolarmente utile nei nuclei familiari che, pur non essendo contrari alla vaccinazione, tendono a rinviarla per motivi organizzativi o perché sottovalutano il rischio influenzale.

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Uno degli aspetti sui quali insiste la ??????????????` ???????????????? ???? ?????????????????? riguarda la percezione della gravità dell'influenza.

La bronchiolite suscita generalmente maggiore timore nei genitori, mentre l'influenza viene spesso considerata una malattia stagionale destinata a risolversi senza particolari conseguenze.

Una valutazione che può portare a sottovalutare i rischi per alcuni bambini.

«Anche l'influenza può essere una malattia importante nei bambini, soprattutto in quelli più fragili, come i piccoli con patologie croniche o con difese immunitarie ridotte», avverte ??????????????????????.

Nei soggetti più vulnerabili, infatti, l'infezione può determinare complicanze respiratorie e peggioramenti delle condizioni cliniche preesistenti. La vaccinazione rappresenta quindi uno strumento di protezione individuale, oltre che una misura per limitare la diffusione del virus.

Le raccomandazioni del ?????????????????? ?????????? ???????????? per la stagione 2026-2027 prevedono la vaccinazione antinfluenzale a partire dai sei mesi di vita, con un'offerta attiva e gratuita per i bambini nella fascia tra sei mesi e sei anni e per le persone con condizioni cliniche a rischio.

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La prevenzione dell'influenza pediatrica non riguarda esclusivamente la salute dei più piccoli. I bambini rappresentano infatti uno dei principali veicoli di trasmissione dei virus respiratori all'interno delle famiglie. La frequentazione di scuole, asili e ambienti collettivi favorisce la circolazione delle infezioni, che possono essere successivamente trasmesse ai genitori e ai familiari più anziani. «Spesso sono proprio i nonni a prendere l'influenza dai nipotini», ricorda il presidente della ??????.

Una circostanza particolarmente rilevante in un Paese come l'????????????, dove i nonni svolgono frequentemente un ruolo importante nella cura quotidiana dei bambini. Proteggere i più piccoli significa dunque contribuire anche alla tutela delle persone anziane e dei familiari con condizioni di salute più delicate.

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Con l'avvicinarsi dei mesi più freddi, la priorità dei pediatri è rafforzare la partecipazione alla campagna vaccinale prima dell'aumento della circolazione dei virus influenzali. Il confronto con la profilassi contro il virus respiratorio sinciziale dimostra quanto possano incidere la facilità di accesso alle prestazioni e il coinvolgimento diretto dei professionisti sanitari.

Per questo la ??????????????` ???????????????? ???? ?????????????????? chiede di valorizzare il ruolo dei pediatri nella promozione delle vaccinazioni, superando gli ostacoli organizzativi che possono scoraggiare le famiglie. La disponibilità dei prossimi dati nazionali consentirà di valutare con maggiore precisione l'andamento delle campagne e individuare le eventuali criticità territoriali. Intanto, il messaggio degli specialisti è chiaro: non bisogna attendere l'arrivo del freddo o dei primi contagi per occuparsi della prevenzione. La vaccinazione antinfluenzale può ridurre il rischio di malattia e di complicanze, offrendo una protezione importante ai bambini e alle persone più fragili che vivono accanto a loro.