Famiglia nel bosco, mamma Catherine diventa insegnante a Roma

La donna terrà lezioni sull'intelligenza naturale. Un nuovo lavoro mentre continua la battaglia

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Contratto da 60 euro lordi all'ora con l'Istituto nazionale di pedagogia familiare. La madre dei tre bambini allontanati dal casolare di Palmoli racconterà la sua esperienza. Il nuovo reddito potrebbe aiutare la coppia a costruire una casa

Dalla vita isolata nei boschi dell'Abruzzo alle aule di formazione di Roma. Catherine Birmingham, la madre australiana diventata nota alle cronache per la vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli, ha trovato un lavoro come docente. Collaborerà con l'Istituto nazionale di pedagogia familiare nell'ambito di un corso di perfezionamento dedicato all'intelligenza naturale, portando ai partecipanti la propria esperienza di vita e il modello educativo seguito con i suoi tre figli.

L'accordo è stato sottoscritto il 17 ottobre e prevede un compenso di 60 euro lordi per ogni ora di attività. Non si tratta di una cattedra scolastica tradizionale, ma di un incarico di collaborazione attraverso il quale la donna sarà chiamata a raccontare il proprio vissuto e a confrontarsi con i corsisti. Una nuova opportunità professionale che arriva in un momento particolarmente delicato per la famiglia, ancora impegnata nel percorso giudiziario per ottenere il ritorno definitivo dei bambini.

Le lezioni a Roma e il contratto da 60 euro l'ora

L'incarico affidato a Catherine Birmingham riguarda il corso di perfezionamento in intelligenza naturale, un percorso formativo nel quale l'esperienza personale si affianca agli approfondimenti teorici sulle diverse dimensioni dell'intelligenza umana.

La donna, che negli anni ha sostenuto un modello di vita a stretto contatto con la natura e un'educazione dei figli lontana dai percorsi scolastici tradizionali, sarà chiamata a condividere le proprie scelte e le esperienze maturate.

Il contratto disciplina anche gli aspetti legati alla riservatezza e alla tutela delle persone eventualmente coinvolte nei racconti. Per registrare o diffondere gli interventi sarà necessaria una specifica autorizzazione.

La collaborazione rappresenta una fonte di reddito che si aggiunge ai proventi editoriali della donna, autrice del libro La mia verità, pubblicato da Solferino. Prima di trasferirsi in Italia, Birmingham aveva vissuto in diversi Paesi e svolto attività professionali legate soprattutto al mondo dell'equitazione.

La nuova casa a Palmoli e il problema dei soldi

Il lavoro a Roma potrebbe avere conseguenze anche sul futuro della famiglia. Catherine e il marito Nathan Trevallion stanno cercando di costruire una nuova abitazione a Palmoli, in provincia di Chieti, per superare una delle criticità evidenziate nel procedimento che ha portato all'allontanamento dei figli.

Il progetto prevede una casa autosufficiente, a basso impatto ambientale, da realizzare su un terreno acquistato nel 2021 accanto al vecchio casolare. I lavori avrebbero dovuto cominciare a settembre, ma sono rimasti fermi per la mancanza delle risorse economiche necessarie.

Attualmente i due genitori vivono in un'abitazione messa temporaneamente a disposizione dal Comune di Palmoli, mentre i bambini sono ospitati in una struttura protetta a Vasto.

La disponibilità di una sistemazione stabile e adeguata alle esigenze dei minori costituisce uno degli elementi considerati nel percorso verso il ricongiungimento familiare. Il nuovo incarico potrebbe contribuire alle spese per il cantiere, anche se non è ancora noto quale sarà l'ammontare complessivo del compenso.

L'allontanamento dei tre figli e la decisione del tribunale

La vicenda della famiglia nel bosco è esplosa nel novembre 2025, quando il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, con il collocamento dei loro tre figli in una struttura protetta.

Al centro del provvedimento erano finite le condizioni di vita nel casolare immerso nei boschi di Palmoli, privo di acqua corrente, elettricità e servizi igienici tradizionali, insieme ad altre questioni riguardanti il benessere, la salute e l'istruzione dei bambini.

I genitori hanno sempre difeso le proprie scelte, sostenendo di aver garantito ai figli un ambiente familiare sereno, un rapporto diretto con la natura e un percorso educativo costruito sulle loro esigenze.

La vicenda ha suscitato un confronto nazionale sul rapporto tra libertà educativa, responsabilità dei genitori e tutela dei minori. Il punto centrale del procedimento resta però la valutazione delle condizioni necessarie per garantire il benessere e la sicurezza dei tre bambini.

I primi fine settimana insieme e la richiesta di rientro

Negli ultimi mesi ci sono stati alcuni sviluppi nel percorso di riavvicinamento. A settembre i giudici hanno stabilito un programma graduale per ampliare i momenti di convivenza tra genitori e figli. Nel mese di ottobre i bambini hanno potuto trascorrere anche un fine settimana con la madre e il padre nell'abitazione temporanea di Palmoli.

La difesa della coppia, affidata all'avvocato Simone Pillon, ritiene tuttavia che siano maturate le condizioni per un rientro definitivo senza ulteriori rinvii.

Nei giorni scorsi il legale ha annunciato il deposito presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila di una memoria di 36 pagine nella quale viene chiesto il ritorno immediato dei tre bambini in famiglia.

Nella documentazione, secondo quanto riferito dall'avvocato, vengono richiamate anche le valutazioni dei servizi di neuropsichiatria infantile sulle possibili ripercussioni della permanenza fuori dal nucleo familiare. La difesa sottolinea inoltre la collaborazione dei genitori con i servizi sociali e la loro partecipazione al percorso di sostegno alla genitorialità.

Si tratta di elementi presentati a sostegno della richiesta difensiva, sui quali dovrà pronunciarsi l'autorità giudiziaria competente.

Il nuovo lavoro mentre si attende la decisione sui bambini

L'incarico di Catherine Birmingham arriva dunque in una fase nella quale la famiglia sta cercando di ricostruire le condizioni materiali e abitative per tornare a vivere insieme.

La collaborazione con l'istituto romano non modifica automaticamente i provvedimenti del tribunale, ma potrebbe rafforzare la stabilità economica della coppia e contribuire alla realizzazione della nuova casa.

Resta da capire quando potranno partire i lavori e quali saranno i prossimi passaggi del procedimento giudiziario. La difesa continua a chiedere tempi più rapidi, mentre il percorso disposto dai giudici prevede un riavvicinamento progressivo.

Intanto Catherine si prepara a raccontare pubblicamente le proprie esperienze davanti ai partecipanti di un corso di formazione. La scelta di una vita lontana dai modelli tradizionali, che ha portato la famiglia al centro di una complessa vicenda giudiziaria, diventerà anche il tema del suo nuovo impegno professionale.

Per lei e per Nathan Trevallion, però, la questione principale resta il ritorno dei tre figli a casa. Un obiettivo al quale sono legati il progetto della nuova abitazione, il lavoro appena ottenuto e le prossime decisioni del Tribunale per i minorenni dell'Aquila.