Confessa l’amico respinto: "Così ho ucciso Zoe e poi l'ho gettata nel canale"

A Nizza Monferrato il fermo del 19enne Alex Manna dopo ore di interrogatorio

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La ragazza è stata colpita durante una lite e poi è caduta nel canale che attraversa il centro storico. Il giovane ha ammesso l’aggressione, ma la sua versione non convince gli inquirenti

L’ultima sera. Aveva finito di lavorare intorno alle 21 e aveva avvisato la madre che avrebbe raggiunto alcuni amici. È l’ultima traccia certa della serata di Zoe Trinchero, 17 anni, trovata morta poche ore dopo nel canale che attraversa il centro storico di Nizza Monferrato. Dopo una sosta in una birreria con altri ragazzi, la giovane si è allontanata con Alex Manna, 19 anni, ex fidanzato della sua migliore amica. Da quel momento, per quasi due ore, il silenzio. Quando gli amici hanno iniziato a preoccuparsi, sono scattate le ricerche. Poco prima dell’una il corpo di Zoe è stato individuato nelle acque basse e gelide del canale Nizza. I primi a intervenire hanno cercato di trascinarla verso una scaletta sulla riva, ma all’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare. La notizia ha gettato nello choc l’intera comunità.

I segni della violenza

Sul corpo della ragazza gli investigatori hanno riscontrato tumefazioni al volto e segni sul collo compatibili con percosse e un possibile strangolamento. Inoltre Zoe non indossava la giacca chiara con cui era stata vista poco prima. Il giubbotto, sporco di sangue, è stato trovato nel garage della fidanzata di Manna, un elemento che ha portato gli inquirenti a concentrarsi su di lui.

Le contraddizioni e la confessione

Ascoltato a lungo dai carabinieri del nucleo investigativo di Asti, il 19enne è caduto più volte in contraddizione. Messo alle strette, alla presenza del suo legale, ha ammesso di aver colpito Zoe durante una discussione, sostenendo di non aver voluto ucciderla. Una versione che non convince gli investigatori, convinti che l’aggressione sia stata più violenta di quanto raccontato e che la ragazza sia stata spinta dalla balaustra, cadendo da un’altezza di circa quattro metri e battendo la testa sulla sponda in cemento.

Il nodo della “breve storia”

Nel tentativo di spiegare l’origine del litigio, Manna ha parlato di una breve relazione avuta con Zoe anni prima, circostanza sconosciuta agli amici della ragazza. Proprio quel passato sarebbe stato al centro del confronto avvenuto la sera dell’omicidio. Per la Procura di Alessandria, guidata dal pm Giacomo Ferrando, si tratta però di una ricostruzione tutta da verificare. Il giovane è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e trasferito nel carcere di Alessandria. Resta da chiarire se Zoe sia morta per le percosse, per strangolamento o per le conseguenze della caduta nel canale. Sarà l’autopsia a stabilire con precisione le cause del decesso e a definire le responsabilità in uno dei fatti di cronaca più drammatici degli ultimi mesi nel territorio.