Una bambina di 12 anni, residente a Chioggia, è ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Padova dopo aver contratto la malaria. La giovane paziente è arrivata nel primo pomeriggio di ieri all’ospedale della Navicella con febbre alta, nausea e vomito persistenti da alcuni giorni. Era rientrata da poco con la famiglia da un viaggio in Africa.
I pediatri hanno rapidamente individuato la causa dei sintomi e avviato la terapia specifica. Considerata la gravità del quadro clinico, è stato disposto il trasferimento urgente al centro pediatrico per le malattie infettive di Padova, dove la ragazza si trova attualmente sotto stretta osservazione.
Malaria, casi importati in aumento
La malaria non è più una malattia endemica in Italia dagli anni Cinquanta. I casi registrati nel nostro Paese sono quasi esclusivamente “importati”, legati a persone rientrate da aree dove la patologia è diffusa.
Negli ultimi anni i numeri sono cresciuti. Secondo i dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, nel 2022 si sono registrati circa 596 casi, saliti a 798 nel 2023. In media si stimano circa 800 casi importati all’anno, con una letalità che, pur restando bassa, è arrivata intorno allo 0,5 per cento.
Il rischio per i viaggiatori
La trasmissione avviene attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles, vettori del parassita Plasmodium. Nei Paesi non endemici come l’Italia, la malattia colpisce prevalentemente chi rientra da zone tropicali o subtropicali. Le autorità sanitarie raccomandano profilassi farmacologica prima della partenza, protezione dalle punture di zanzara durante il soggiorno e attenzione ai sintomi al ritorno. Una febbre alta che compare anche a distanza di giorni o settimane dal viaggio deve essere valutata con tempestività.
L’importanza della diagnosi precoce
Alcune forme, in particolare quelle causate dal Plasmodium falciparum, possono evolvere rapidamente verso complicanze gravi. Per questo la diagnosi precoce e l’avvio immediato della terapia rappresentano passaggi decisivi. Il caso della dodicenne di Chioggia riporta l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della sorveglianza sanitaria in un contesto di mobilità internazionale sempre più intensa. La giovane resta ricoverata in terapia intensiva a Padova, seguita dagli specialisti delle malattie infettive pediatriche.
