Lago di Braies, ghiaccio cede: cinque turisti salvati

Pasqua ad alta tensione sulle Dolomiti: l’allarme dei soccorritori

lago di braies ghiaccio cede cinque turisti salvati

Cinque persone finiscono nelle acque gelide del Lago di Braies dopo il cedimento del ghiaccio. Il soccorritore Simon Feichter denuncia l’imprudenza dei turisti: «C’erano ancora cento persone sul lago»

Paura sul lago ghiacciato. Il cedimento è stato improvviso, nel pieno del pomeriggio di Pasqua, trasformando uno dei luoghi più iconici delle Dolomiti in una trappola invisibile. Sul Lago di Braies, una porzione di ghiaccio ha ceduto sotto il peso di alcuni turisti: cinque persone, tra cui due minorenni, sono finite nelle acque gelide. La dinamica si è consumata in pochi secondi. I ragazzi sono caduti per primi, seguiti da tre adulti che hanno tentato di soccorrerli, ma il ghiaccio ha ceduto ancora. A evitare conseguenze drammatiche è stato l’intervento immediato di altri presenti, che sono riusciti a tirarli fuori prima dell’arrivo dei soccorsi. Le squadre del Soccorso Alpino dell’Alta Pusteria hanno poi prestato le prime cure, riscaldando i feriti e accompagnandoli all’ospedale di San Candido.

Il racconto del soccorritore

Quando l’emergenza sembrava ormai risolta, la scena che si è presentata ai soccorritori ha lasciato spazio allo sconcerto. Decine di persone continuavano infatti a camminare sul ghiaccio, nonostante quanto appena accaduto. A raccontarlo è Simon Feichter, soccorritore con lunga esperienza: «Quando siamo arrivati c’erano ancora circa cento persone sulla superficie. Il rischio era altissimo». Parole che fotografano una situazione paradossale, in cui il pericolo evidente non è bastato a fermare i visitatori. Il problema, spiega, è la percezione distorta della sicurezza. Il ghiaccio, apparentemente compatto, in realtà è già compromesso dalle temperature primaverili e dall’irraggiamento solare. In queste condizioni basta poco perché la superficie ceda improvvisamente.

Overtourism e imprudenza

L’episodio riporta al centro il tema della gestione dei flussi turistici in luoghi fragili come il Lago di Braies, sempre più meta di massa durante i periodi festivi. Migliaia di persone affollano le rive e, attratte dall’immagine suggestiva del lago ghiacciato, si spingono oltre i limiti della sicurezza. «La gente non pensa, vede il ghiaccio e va», osserva Feichter. Una dinamica che si ripete nel tempo e che non riguarda solo i singoli comportamenti, ma un approccio superficiale all’ambiente montano. Non è un caso isolato. Negli ultimi anni, proprio nel periodo pasquale, i soccorritori sono intervenuti più volte per incidenti analoghi, inclusi episodi che hanno coinvolto famiglie con bambini.

Il nodo della sicurezza

Resta aperto il dibattito su come prevenire situazioni simili. Da un lato c’è chi chiede regole più rigide e controlli, dall’altro chi, come lo stesso Feichter, richiama soprattutto al buon senso individuale. «Non si può regolamentare tutto», sottolinea. «Serve usare la testa». Un principio semplice, ma che, di fronte a scenari sempre più affollati, appare difficile da tradurre in comportamenti concreti. Nel frattempo, l’appello dei soccorritori resta chiaro: con l’arrivo della primavera, il ghiaccio non è più sicuro e ogni passo può trasformarsi in un rischio.