Delitto Garlasco, ecco tutti gli scenari tra Sempio e Stasi

Indagine riaperta: possibile processo e revisione della condanna

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La Procura di Pavia riapre il caso dell’omicidio di Chiara Poggi. Nuove accuse per Andrea Sempio e possibile revisione per Alberto Stasi, oggi in semilibertà

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna al centro della cronaca giudiziaria con sviluppi che potrebbero cambiare radicalmente lo scenario. La Procura di Pavia ha aperto un nuovo filone investigativo su Andrea Sempio, mentre si riaccende il dibattito sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni.

Due binari paralleli

Da una parte c’è l’inchiesta su Andrea Sempio, 38 anni, per il quale i magistrati potrebbero chiedere il rinvio a giudizio per omicidio. Dall’altra il destino di Alberto Stasi, detenuto nel carcere di Bollate dal 2015 e oggi in regime di semilibertà.

Le due posizioni procedono su binari distinti. Secondo gli inquirenti, non è possibile un concorso tra i due: uno esclude l’altro. Questo significa che l’eventuale responsabilità di Sempio non implicherebbe automaticamente la revisione della condanna di Stasi, ma potrebbe aprire nuovi scenari.

La possibile revisione

All’orizzonte si profila una richiesta di revisione del processo a carico di Stasi. La procedura, prevista dall’articolo 630 del codice di procedura penale, richiede nuove prove in grado di ribaltare la sentenza definitiva.

Il fascicolo potrebbe passare dalla Procura generale di Milano alla Corte d’Appello di Brescia. Un iter complesso e lungo, come ha sottolineato la procuratrice generale Francesca Nanni, che richiederà un’attenta valutazione degli atti.

Tra gli elementi al vaglio ci sarebbero incongruenze nelle ricostruzioni precedenti, possibili riscontri compatibili con la versione fornita da Stasi e nuovi dati scientifici emersi nell’indagine su Sempio.

Il nodo del risarcimento

Se la revisione dovesse concludersi con l’assoluzione di Stasi, si aprirebbe il capitolo dell’indennizzo per ingiusta detenzione. La legge prevede un massimo di circa 516 mila euro, calcolato su una base giornaliera con un tetto di sei anni.

Una cifra lontana dai risarcimenti milionari spesso immaginati, ma che rappresenta comunque un riconoscimento formale dell’eventuale errore giudiziario. Resta poi l’ipotesi di un’azione civile, dai contorni ancora incerti.

I nuovi indizi

Il fronte investigativo su Sempio resta in gran parte coperto dal segreto. Tra gli elementi già emersi figurano la compatibilità del DNA trovato sotto le unghie della vittima, un’impronta sulle scale e incongruenze nell’alibi.

Gli inquirenti parlano però di ulteriori riscontri, anche di natura scientifica, che potrebbero rafforzare l’impianto accusatorio. Dopo la chiusura delle indagini, la difesa avrà accesso agli atti e si aprirà una nuova fase processuale.

Uno scenario aperto

A oggi Alberto Stasi resta l’unico colpevole riconosciuto dalla giustizia per il delitto di Garlasco. Ma le nuove indagini potrebbero portare a un ribaltamento storico o, al contrario, a un esito senza colpevoli.

Un passaggio delicato per la magistratura e per un caso che, a distanza di anni, continua a sollevare interrogativi profondi.