San Stino di Livenza. A tre giorni dalla confessione del nipote 17enne, il caso dell’omicidio di Chiara Guerra resta ancora pieno di punti da chiarire. Le ricerche nel canale Malgher, dove il ragazzo ha detto di aver gettato il corpo della zia dopo averla uccisa, non hanno finora dato risultati. Sommozzatori, vigili del fuoco e carabinieri continuano a lavorare nella zona, mentre gli investigatori cercano riscontri al racconto fornito dal minorenne.
La donna, 53 anni, insegnante di Italiano, Storia e Geografia nella scuola media di San Stino di Livenza, era scomparsa la sera dell’11 giugno. A far scattare l’allarme era stata un’amica, preoccupata perché la professoressa non rispondeva al telefono e non si era presentata a scuola. Nell’abitazione erano poi state trovate tracce di sangue e una finestra infranta.
Il sospetto si era concentrato rapidamente sul nipote, figlio del fratello della vittima, anche perché era stato lui l’ultimo ad averla contattata. Dopo un lungo interrogatorio il ragazzo ha ammesso il delitto, raccontando di aver accoltellato la zia al termine di una discussione e di aver poi trasportato il corpo con una carriola fino al canale. Il giovane si trova ora in una comunità per minorenni, su disposizione della Procura per i minorenni di Trieste.
Le verifiche sulla confessione
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nella villetta della donna e nelle ore successive all’omicidio. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza potrebbero aiutare a confermare il percorso fatto dal ragazzo durante la notte.
Tra gli elementi ancora da chiarire ci sono il motivo per cui il diciassettenne avesse con sé un coltello e il significato della finestra rotta trovata nell’abitazione. Gli inquirenti stanno inoltre verificando se il movente indicato dal ragazzo — vecchi dissidi familiari legati a questioni ereditarie — sia davvero all’origine dell’aggressione.
In paese da tempo si parlava di tensioni tra fratello e sorella per alcune proprietà dei nonni, ancora in vita. Gli investigatori non escludono che il giovane possa aver maturato rancore dopo aver assistito a discussioni familiari.
Il ricordo degli studenti
La morte di Chiara Guerra continua intanto a colpire profondamente la comunità di San Stino di Livenza. La docente era molto conosciuta e apprezzata nella scuola media dove insegnava da anni.
Nei giorni scorsi alcuni studenti si sono ritrovati davanti alla sua abitazione con fiori e cartelloni per ricordarla. I ragazzi, che la professoressa stava preparando agli esami di terza media, hanno lasciato un messaggio in cui promettono di affrontare l’esame pensando a lei.
Il clima in paese resta segnato dallo shock per una vicenda che coinvolge due persone della stessa famiglia e che, nonostante la confessione, presenta ancora molti aspetti da chiarire.
