Sorelle scomparse in Abruzzo, sette giorni senza tracce

Alisya e Sarah sparite dalla comunità di Civitella Alfedena: si indaga sui legami familiari

sorelle scomparse in abruzzo sette giorni senza tracce

Ricerche senza esito tra il Parco d’Abruzzo e il lago di Barrea. I genitori chiedono verità, mentre la Procura valuta l’ipotesi di un aiuto esterno

 Da sette giorni Alisya e Sarah Di Giacinto non danno notizie. Hanno 16 e 12 anni e sono scomparse nella notte dalla comunità educativa Ofh Hope, a Civitella Alfedena, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le ricerche non si sono mai fermate, ma finora non hanno restituito alcuna traccia concreta.

Carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e volontari hanno battuto boschi, sentieri e zone impervie. Sono stati impiegati droni, cani molecolari e mezzi nautici per controllare anche il vicino lago di Barrea. L’area è vasta, isolata, difficile da attraversare di notte senza mezzi e senza punti di appoggio. Proprio per questo gli investigatori guardano con crescente attenzione all’ipotesi che le due sorelle possano essere state aiutate da qualcuno.

La notte della scomparsa

Le ragazze sarebbero uscite dalla struttura durante la notte, in una fascia oraria ancora da definire con precisione. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbero lasciato la comunità passando da una finestra. Una telecamera comunale avrebbe ripreso nella notte i fari di un’auto orientati verso la zona della struttura: un’immagine su cui i carabinieri stanno lavorando per capire se possa indicare la presenza di una persona pronta ad attenderle.

La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo e l’ipotesi investigativa resta quella di sottrazione di minori. Al momento non ci sono certezze sul percorso seguito dalle due sorelle, né sull’eventuale destinazione. La pista dell’allontanamento volontario puro, senza aiuti esterni, viene considerata complessa per le condizioni del territorio, per l’assenza di telefoni personali e per l’età delle ragazze.

Le accuse dei genitori

La scomparsa ha riaperto una vicenda familiare dolorosa. Stefano Di Giacinto, padre delle due sorelle, ha seguito le ricerche tra Civitella Alfedena e Barrea e ha presentato denuncia contro la comunità, sostenendo che si sia perso tempo prezioso. L’uomo ha anche respinto l’idea che le figlie non volessero più vederlo o sentirlo, ricordando di avere avuto con loro contatti recenti.

La madre, Valentina D’Acunto, è rimasta nella sua abitazione di Minturno. Attraverso i suoi legali denuncia di non essere stata avvertita subito della scomparsa e contesta il funzionamento del sistema di protezione. La donna, alla quale era stata tolta la responsabilità genitoriale, ha affidato ai suoi avvocati un messaggio di dolore e di accusa: quando due minorenni sono inserite in un circuito istituzionale di tutela, quel sistema deve vigilare, prevenire e comunicare.

Il peso della storia familiare

Le due sorelle erano state allontanate dai genitori dopo una separazione molto conflittuale. La vicenda giudiziaria, lunga e complessa, aveva segnato profondamente la vita familiare. Pochi giorni prima della scomparsa, una decisione del tribunale avrebbe restituito al padre la responsabilità genitoriale, elemento che gli investigatori stanno valutando nel quadro complessivo.

Le lettere scritte dalle ragazze alla madre negli anni raccontano una sofferenza profonda per la distanza dal nucleo familiare. Sono messaggi pieni di affetto, ma anche di disagio. Gli inquirenti dovranno capire se quel malessere possa avere avuto un ruolo nella decisione di lasciare la comunità o se qualcuno abbia sfruttato quella fragilità per convincerle ad allontanarsi.

Una priorità: trovarle vive

Oggi la priorità resta una sola: ritrovare Alisya e Sarah. Le accuse, le responsabilità e le verifiche sul funzionamento della comunità verranno dopo. Prima c’è la necessità di capire dove siano finite due minorenni sparite nel nulla da una struttura che avrebbe dovuto proteggerle.

Il caso mette sotto pressione l’intero sistema delle tutele minorili, ma ogni valutazione dovrà poggiare su fatti accertati. Per ora restano le ricerche, gli appelli dei genitori e una domanda che pesa su tutto: se le due sorelle non erano sole, chi le ha portate via e dove le ha condotte?