Agnelli, Margherita contro Elkann in aula, con scambio di veleni

La madre chiede i danni morali, la difesa replica: «Poco di morale»

agnelli margherita contro elkann in aula con scambio di veleni

All’udienza preliminare di Torino nuovo scontro sull’eredità Agnelli. Margherita si dice vittima di un piano fraudolento, i legali di John Elkann parlano di richiesta anomala

Lo scontro entra in udienza. La guerra familiare sull’eredità Agnelli torna davanti ai giudici e si carica di un nuovo strappo. Margherita Agnelli ha chiesto di costituirsi parte civile anche nei confronti del figlio John Elkann, sostenendo di essere stata vittima di un articolato piano fraudolento legato alla successione del padre Gianni Agnelli e della madre Marella Caracciolo.

A dirlo, al termine della prima sessione dell’udienza preliminare a Torino, è stato il suo legale, Dario Trevisan. La richiesta riguarda il risarcimento del danno morale e si inserisce nel procedimento nato dall’inchiesta sulla residenza fiscale di Marella Caracciolo, vicenda che da anni si intreccia con la battaglia civile per il patrimonio della famiglia.

Secondo la prospettazione della parte di Margherita Agnelli, il presunto pregiudizio avrebbe inciso anche sulla titolarità di partecipazioni rilevanti e di controllo nella Dicembre, la cassaforte societaria che sta al vertice degli equilibri economici del gruppo familiare.

La replica della difesa Elkann

La risposta dei legali di John Elkann è arrivata fuori dal Palazzo di giustizia. L’avvocato Paolo Siniscalchi, componente del collegio difensivo, ha definito la richiesta di costituzione di parte civile una scelta con «poco di morale», ricordando che Margherita Agnelli sarebbe diventata miliardaria dopo gli accordi familiari e avrebbe lasciato al figlio l’onere di portare avanti il gruppo in un momento particolarmente delicato.

La difesa contesta anche il fondamento tecnico della richiesta. Per i legali di Elkann, una parte privata che si costituisce parte civile sostenendo di avere subito un danno da una presunta evasione fiscale ai danni di un ente pubblico rappresenta un’anomalia giuridica sulla quale verranno fatte valutazioni nelle sedi opportune.

Il punto, dunque, non è solo familiare. È anche processuale. Da una parte Margherita Agnelli prova a entrare nel procedimento penale come persona danneggiata. Dall’altra la difesa di Elkann sostiene che il danno contestato, nella struttura dell’accusa, riguarderebbe semmai l’erario e non direttamente la madre dell’imprenditore.

Il nodo della successione

La vicenda penale nasce dall’esposto presentato da Margherita Agnelli e si innesta su un conflitto ereditario che dura da anni. Al centro c’è la ricostruzione del patrimonio lasciato da Gianni Agnelli e da Marella Caracciolo, ma anche la questione della residenza della vedova dell’Avvocato negli ultimi anni di vita.

L’ipotesi investigativa riguarda la possibilità che sia stata rappresentata una residenza svizzera anziché italiana per ragioni fiscali e, secondo l’accusa, con effetti anche sugli equilibri successori. John Elkann, presidente di Stellantis ed Exor, è destinatario della richiesta di rinvio a giudizio in un procedimento che chiama in causa accuse gravi, tra cui truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta. La sua difesa ha sempre respinto la ricostruzione accusatoria.

La giornata torinese segna quindi un passaggio decisivo non solo per il destino giudiziario dell’imprenditore, ma anche per la lunga contesa familiare che oppone madre e figlio attorno all’eredità più simbolica dell’industria italiana.

Una frattura familiare e societaria

Dietro la disputa processuale c’è il cuore del potere economico della dinastia. La Dicembre è la società che custodisce le partecipazioni decisive e rappresenta il perno degli assetti di controllo. È su quel terreno che la battaglia ereditaria assume un peso che va oltre la dimensione privata.

La richiesta di Margherita Agnelli mira a sostenere che il presunto piano fraudolento avrebbe inciso non soltanto sui rapporti familiari, ma anche sulla possibilità di esercitare diritti patrimoniali e societari. La difesa di Elkann, invece, rovescia la lettura: per i legali, la madre avrebbe già beneficiato degli accordi economici siglati in passato e oggi tenterebbe di riaprire, anche nel penale, una partita che appartiene da tempo al contenzioso civile.

Sarà il giudice a valutare l’ammissibilità della costituzione di parte civile e il perimetro del procedimento. Ma l’udienza preliminare conferma che lo scontro tra Margherita Agnelli e John Elkann non riguarda più soltanto l’eredità familiare. Riguarda memoria, controllo, potere e la legittimità stessa degli assetti costruiti dopo la morte dell’Avvocato.