È bastato il riflesso di alcuni oggetti luccicanti sul fondo del Cormor per trasformare una segnalazione qualunque in un caso investigativo. Nel torrente che attraversa la provincia di Udine, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato una cassaforte arrugginita, al cui interno c’erano gioielli e orologi. Un contenuto abbastanza consistente da far pensare subito a un bottino abbandonato dopo un furto. La scoperta è stata segnalata da un passante, poi l’intervento dei sub ha permesso di riportare a riva il materiale e consegnarlo ai carabinieri.
La pista del furto
L’ipotesi principale seguita dagli investigatori è quella di una cassaforte sottratta da un’abitazione, da una villa o da un’attività commerciale della zona e poi gettata nel corso d’acqua per cancellare le tracce. Il fatto che alcuni oggetti fossero visibili sul letto del torrente lascia pensare che il contenitore possa essere stato aperto o danneggiato prima dell’abbandono. Ora gli accertamenti si concentrano sul numero di matricola, sulle caratteristiche tecniche della cassaforte e sul confronto con le denunce di furto presentate negli ultimi mesi nel territorio udinese.
Denunce e riconoscimenti
La parte più delicata del lavoro riguarda l’identificazione dei proprietari. Gioielli e orologi possono essere riconosciuti attraverso descrizioni, fotografie, certificati di acquisto o segni particolari indicati nelle denunce. Per questo le forze dell’ordine stanno verificando i fascicoli aperti per furti in abitazione e in esercizi commerciali. Sarà decisivo capire se il contenuto della cassaforte corrisponda a uno o più colpi avvenuti nella zona di Udine o nei comuni vicini.
Il torrente come nascondiglio
Il Cormor, lungo circa 64 chilometri, attraversa una parte significativa del territorio friulano e lambisce l’area urbana di Udine. Proprio la natura del corso d’acqua può averlo reso un punto scelto per disfarsi rapidamente di un oggetto ingombrante. Ma il tentativo, se questa ricostruzione sarà confermata, non è riuscito del tutto: il metallo, la corrente e la visibilità degli oggetti preziosi hanno finito per riportare il caso alla luce.
Le prossime verifiche
Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi giorni. I carabinieri dovranno stabilire se la cassaforte provenga da un singolo furto o se contenga oggetti di diversa origine. Solo dopo il confronto con le denunce e con eventuali numeri identificativi sarà possibile restituire i beni ai legittimi proprietari. Per ora resta l’immagine insolita di un tesoro riemerso dal torrente, non per caso ma grazie all’attenzione di un passante e al lavoro dei sommozzatori.
