Zecca lo morde in montagna: 70enne in coma per la Tbe

L’allenatore bellunese è fuori dalla Terapia intensiva ma resta in prognosi riservata

zecca lo morde in montagna 70enne in coma per la tbe

Il caso riaccende l’allarme nel Nord-Est: nel Bellunese sono già dieci le infezioni trasmesse dalle zecche dall’inizio dell’anno, tra Tbe e malattia di Lyme

Il morso di una zecca durante una camminata in montagna ha portato al ricovero d’urgenza un 70enne bellunese, allenatore di basket molto conosciuto anche nel Trevigiano. L’uomo, finito in coma nei giorni scorsi, non si trova più in Terapia intensiva, ma resta in prognosi riservata. Secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa locale, era stato trovato in casa in stato delirante e agonizzante da un familiare, che ha chiamato subito i soccorsi. Il quadro clinico è stato ricondotto alla Tbe, l’encefalite da zecca, un’infezione virale che può colpire il sistema nervoso centrale e provocare complicazioni gravi.

Il caso che riaccende l’allarme

Il ricovero del settantenne è il caso più evidente di una stagione che, nel Bellunese, impone prudenza a chi frequenta boschi, prati e sentieri. Nel territorio di competenza dell’Usl Dolomiti risultano già dieci persone colpite da malattie trasmesse dalle zecche dall’inizio dell’anno: tre casi di malattia di Lyme e sette di encefalite da zecca. Il dato appare inferiore rispetto al totale registrato nel 2025, quando le infezioni segnalate furono 39, ma conferma la presenza stabile del rischio nelle aree dolomitiche.

Il Bellunese è considerato un territorio ad alta attenzione per la diffusione delle zecche. A pesare sono la frequentazione crescente della montagna, la presenza di ambienti favorevoli al parassita e la difficoltà, per molti escursionisti, di accorgersi subito della puntura. La zecca, infatti, può restare attaccata alla pelle senza provocare dolore, rendendo decisivo il controllo del corpo e degli indumenti dopo ogni uscita.

Vaccino e prevenzione

La prevenzione resta il punto centrale. Per la Tbe lo strumento più efficace è la vaccinazione, disponibile gratuitamente dal 2019 per i residenti della provincia di Belluno. Per chi arriva da fuori provincia il ciclo vaccinale ha un costo per dose e prevede tre somministrazioni secondo le indicazioni sanitarie. La copertura, secondo i dati riportati dall’Usl Dolomiti, ha raggiunto il 22,7% della popolazione bellunese, con percentuali più basse in aree come Agordino e Feltrino.

Il direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Usl Dolomiti, Nahuel Fiorito, ha richiamato l’attenzione sui tempi della protezione: l’efficacia non è immediata e la copertura inizia dalla seconda dose. Diverso il discorso per la malattia di Lyme, per la quale la rimozione tempestiva della zecca resta il passaggio più importante per ridurre il rischio di trasmissione del batterio.

Il rischio nel Nord-Est

L’allerta non riguarda solo il Veneto. Anche in Trentino Alto Adige sono stati segnalati nuovi casi di encefalite da zecca, con ricoveri all’ospedale Santa Chiara di Trento e una campagna vaccinale rilanciata in vista dell’estate. Le autorità sanitarie ricordano di restare sui sentieri, indossare abiti chiari, usare repellenti e controllare attentamente pelle, vestiti e animali domestici al rientro da boschi e prati.

La stagione estiva aumenta l’esposizione al parassita e rende più frequenti le situazioni a rischio. Il caso del 70enne bellunese mostra come un episodio apparentemente banale possa trasformarsi in un’emergenza sanitaria. Per questo la raccomandazione dei servizi sanitari resta la stessa: prevenire prima dell’escursione, controllarsi subito dopo e non sottovalutare febbre, cefalea, confusione o sintomi neurologici dopo una puntura.