I tre figli della cosiddetta famiglia nel bosco sono stati ascoltati questa mattina dal giudice del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. L’incontro, iniziato intorno alle 10 e concluso poco prima delle 13, è considerato un passaggio decisivo nel procedimento che riguarda l’eventuale ricongiungimento con i genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.
I minori sono entrati da un accesso secondario, accompagnati dalla curatrice speciale Marika Bolognese. Sul contenuto dell’audizione non è trapelato nulla, come impone la delicatezza di un fascicolo che riguarda bambini e scelte familiari al centro da mesi di un forte dibattito pubblico.
La richiesta della difesa
Il nuovo passaggio davanti al giudice arriva dopo l’istanza depositata il 25 giugno dall’avvocato Simone Pillon, che assiste i genitori e chiede la revoca dell’allontanamento. La linea della difesa è che il quadro sia cambiato e che oggi esistano le condizioni per consentire ai tre bambini di tornare a vivere con la madre e il padre. L’udienza era stata preceduta dalla richiesta del legale di evitare la presenza di cronisti e troupe, per non aggiungere pressione ai minori in una giornata già delicata.
I bambini erano stati allontanati il 20 novembre scorso dalla casa di Palmoli, nel Chietino. In una prima fase erano stati collocati insieme alla madre, poi sono rimasti da soli in una struttura protetta a Vasto. Da circa sette mesi la loro quotidianità si svolge lontano dall’abitazione familiare, mentre il tribunale valuta condizioni educative, abitative e relazionali.
Il nodo del ritorno a casa
Il caso è diventato nazionale perché tocca un confine complesso: la libertà dei genitori di scegliere uno stile di vita appartato e la responsabilità dello Stato nella tutela dei minori. La famiglia viveva in un casolare immerso nella natura, senza elettricità e senza acqua corrente, con un progetto di vita fondato sull’autosufficienza e sull’istruzione parentale.
Negli ultimi giorni, la difesa ha valorizzato anche il percorso scolastico dei tre bambini, che avrebbero superato gli esami di idoneità alla classe successiva. Per i genitori, questo elemento confermerebbe la validità del percorso seguito e potrebbe pesare nella decisione sul ricongiungimento.
Decisione attesa entro luglio
La decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila potrebbe arrivare entro la fine del mese. Fino ad allora resta aperta la domanda centrale del procedimento: se le garanzie oggi offerte dalla famiglia siano sufficienti per ricomporre il nucleo oppure se debba proseguire la permanenza dei minori nella struttura protetta.
Il fascicolo resta coperto dalla necessaria riservatezza. Ma l’audizione dei bambini segna un momento chiave, perché riporta al centro non la battaglia ideologica cresciuta attorno alla vicenda, ma la voce dei tre minori e il loro interesse concreto.
