Incendi in Sicilia, cento sfollati a Santo Stefano Quisquina

Lo Scirocco spinge le fiamme verso le case. Roghi anche a Palermo, Monreale e Carini

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Evacuate le contrade più esposte nell’Agrigentino. Canadair e squadre a terra difendono strutture sensibili. Notte di paura a Borgo Nuovo, mentre altri incendi assediano il Palermitano

Un muro di fuoco spinto dal vento di Scirocco ha raggiunto Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, costringendo più di cento persone ad abbandonare le proprie abitazioni. L’evacuazione precauzionale è cominciata all’alba nelle contrade Canfuto e Bosco Kadera, mentre le fiamme avanzavano verso il centro abitato e una coltre di fumo avvolgeva le campagne circostanti.

Il fronte dell’incendio ha interessato anche l’area del Teatro Andromeda, il teatro all’aperto realizzato dal pastore e artista Lorenzo Reina con 108 blocchi di pietra disposti secondo la costellazione di Andromeda. Il fuoco si è spinto inoltre in direzione dell’Eremo di Santa Rosalia, uno dei luoghi simbolo del territorio dei Sicani.

Le evacuazioni e la difesa delle strutture sensibili

Sul posto operano numerose squadre dei vigili del fuoco, con rinforzi arrivati dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, insieme al personale del Corpo forestale, della Protezione civile e alle forze dell’ordine. I Canadair hanno iniziato i lanci dalle prime ore della mattina, concentrandosi sui fronti più vicini alle abitazioni.

La macchina dei soccorsi sta presidiando alcuni punti considerati particolarmente vulnerabili: un deposito di ossigeno, la clinica Ignazio Attardi, un distributore di carburante e uno stabilimento di prodotti pirotecnici. La presenza di materiali infiammabili ha imposto un rafforzamento delle misure di sicurezza per scongiurare esplosioni e impedire alle fiamme di raggiungere gli impianti.

L’Anas ha disposto la chiusura in entrambe le direzioni della strada statale 118 “Corleonese Agrigentina”, tra il chilometro 71,600 e il chilometro 73,800. L’interruzione si è resa necessaria per consentire le operazioni di spegnimento e proteggere gli automobilisti dal fumo e dal possibile avanzamento del rogo.

La notte di paura a Palermo

L’emergenza ha investito anche Palermo, dove nella notte un incendio è divampato nel quartiere Borgo Nuovo, tra gli alberi di largo Pozzillo e gli edifici che ospitano gli uffici municipali. Alcune famiglie hanno lasciato spontaneamente le abitazioni più vicine alle fiamme, mentre molti residenti sono rimasti chiusi in casa per evitare che il fumo entrasse dalle finestre.

L’intervento dei vigili del fuoco ha consentito di spegnere il rogo, ma per diverse ore il quartiere ha vissuto una situazione di forte apprensione. Lo Scirocco ha trasportato odore di bruciato, cenere e aria rovente verso numerose zone della città, già provata dalle temperature eccezionalmente elevate e da alcuni problemi alla rete elettrica.

Canadair su Monreale e Carini

Nel territorio di Monreale rimane critica la situazione nel bosco di Casaboli e nella zona del Villaggio Montano. Canadair, elicotteri e squadre di terra sono impegnati per contenere il fronte che interessa San Martino delle Scale, dove alcune abitazioni sono state evacuate e la circolazione stradale ha subito limitazioni.

A Carini, le fiamme hanno minacciato il centro abitato, alcune strutture che ospitano animali e decine di case nella zona di Montagna Longa. I mezzi aerei stanno operando contemporaneamente sui diversi incendi, rendendo particolarmente complesso il coordinamento regionale degli interventi.

Altri roghi sono stati segnalati nel Palermitano, lungo la strada per Pioppo, ad Alia, Caccamo, Belmonte Mezzagno, Partinico, Bompietro e Petralia Sottana. Le fiamme hanno raggiunto anche il versante orientale dell’isola, con interventi nel Catanese e sul costone sopra Mazzeo, nel territorio di Taormina.

Un’emergenza estesa a tutta l’isola

Le sale operative regionali stanno coordinando decine di interventi in contemporanea. La combinazione tra vegetazione secca, temperature molto elevate e forti raffiche di Scirocco continua a favorire la rapida propagazione degli incendi, spesso in aree impervie difficili da raggiungere con i mezzi terrestri.

La priorità resta la protezione delle persone e delle abitazioni. Soltanto dopo la messa in sicurezza dei territori sarà possibile avviare una prima valutazione dei danni alle aziende agricole, ai boschi e alle infrastrutture. Restano da accertare le cause dei diversi roghi.