Matteo Renzi ha già in mente la prossima mossa per il centrosinistra e soprattutto il nome destinato, secondo i suoi piani, a guidare la componente centrista della coalizione. È quello di Silvia Salis, sindaca di Genova, che l'ex presidente del Consiglio immagina protagonista della scena politica nazionale a partire da febbraio 2027, dopo le primarie del campo largo. Una previsione formulata con sicurezza, accompagnata da un progetto politico che coinvolge anche Dario Franceschini e punta a costruire un raggruppamento moderato capace, nelle stime del leader di Italia Viva, di raccogliere tra l'8 e il 9 per cento dei voti.
Ma la diretta interessata non sembra intenzionata ad assecondare, almeno pubblicamente, questa operazione. Intervenendo domenica 8 novembre all'assemblea nazionale di Volt Italia, Salis ha preso le distanze dalle indiscrezioni sul suo futuro, ribadendo che l'amministrazione di Genova resta il suo impegno principale. Una risposta che introduce un elemento di incertezza nel disegno politico di Renzi, deciso a costruire un nuovo equilibrio nel centrosinistra in vista delle elezioni politiche del 2027.
Il piano di Renzi e Franceschini per le primarie
Il progetto è stato illustrato da Renzi durante una conversazione con il Corriere della Sera, giovedì scorso, alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, dove si svolgeva la presentazione ufficiale di Qn Media.
L'ex premier ha spiegato di essere al lavoro con Dario Franceschini, esponente di primo piano del Partito democratico, per definire una soluzione alla questione delle primarie del centrosinistra. L'idea è quella di restringere la competizione a due soli candidati, Elly Schlein e Giuseppe Conte, attraverso una consultazione a turno unico.
Una formula che, nelle intenzioni di Renzi, dovrebbe impedire la frammentazione della coalizione e favorire una scelta chiara sulla leadership. Il leader di Italia Viva ritiene che gran parte dell'elettorato centrista potrebbe convergere sulla segretaria democratica, pur riconoscendo che alcuni esponenti dell'area moderata, come Alessandro Onorato, potrebbero sostenere il presidente del Movimento 5 Stelle.
Il vero obiettivo, tuttavia, non riguarda soltanto la scelta del candidato alla presidenza del Consiglio. Il progetto punta anche alla nascita di una componente centrista riconoscibile, capace di presentarsi alle elezioni con un'identità autonoma all'interno della coalizione progressista.
Silvia Salis alla guida del gruppo moderato
È in questo scenario che entra in gioco la sindaca di Genova. Secondo Renzi, una volta concluse le primarie, Silvia Salis potrebbe assumere la guida del raggruppamento centrista senza abbandonare il proprio incarico amministrativo.
L'ex presidente del Consiglio si è detto convinto che la sindaca finirà per accettare la proposta. La prospettiva indicata è quella di una figura politica in grado di rappresentare il mondo civico, riformista e moderato, offrendo alla coalizione un volto diverso da quelli dei tradizionali leader di partito.
Nelle valutazioni di Renzi, il nuovo soggetto potrebbe raggiungere una percentuale compresa tra l'8 e il 9 per cento. Si tratta di una stima politica dell'ex premier, non di un risultato elettorale acquisito né di una previsione certificata.
Un consenso di queste dimensioni, secondo il ragionamento del leader di Italia Viva, potrebbe rafforzare il peso del centrosinistra e incidere sugli equilibri della futura maggioranza.
L'ipotesi di un incarico nel prossimo governo
Il progetto guarda anche oltre le elezioni. Renzi immagina per Salis un possibile ruolo nell'esecutivo qualora il centrosinistra riuscisse a formare una maggioranza parlamentare.
La sindaca, nell'ipotesi delineata dall'ex premier, potrebbe continuare a guidare Genova durante la campagna elettorale e successivamente essere chiamata a ricoprire un incarico nazionale.
Una prospettiva che presenta però diversi passaggi ancora da definire. Non esiste al momento un accordo pubblico sulla nascita del raggruppamento centrista, né una disponibilità ufficiale di Salis a guidarlo. Restano inoltre aperte le questioni relative alla composizione della lista, ai rapporti tra i partiti e alle regole della coalizione.
Per Renzi, la priorità è evitare che le primarie si trasformino in una competizione tra numerosi candidati. In quel caso, ha avvertito, anche Italia Viva potrebbe decidere di presentare una propria figura, complicando ulteriormente il percorso verso una candidatura unitaria.
La replica di Salis: «Parlano di me più che con me»
La risposta della sindaca è arrivata nella stessa giornata di domenica 8 novembre, durante l'assemblea nazionale di Volt Italia, alla quale ha partecipato anche Elly Schlein.
Salis ha espresso fastidio per le continue indiscrezioni che la riguardano, osservando che si continua a parlare del suo futuro politico senza un confronto diretto con lei.
La prima cittadina ha ribadito che Genova rappresenta il suo impegno prioritario e che alle prossime elezioni politiche sosterrà il campo progressista nella propria veste di sindaca ed elettrice.
Una posizione che non equivale necessariamente a una rottura con Renzi, ma che smentisce l'idea di una candidatura già definita. La sindaca non ha annunciato alcuna adesione al progetto centrista e ha invitato il centrosinistra a concentrarsi su questioni più concrete.
Secondo Salis, la coalizione dovrebbe lavorare innanzitutto alla costruzione di un programma condiviso e alla definizione delle primarie, evitando di alimentare discussioni sui futuri incarichi.
Il nodo del centro e gli equilibri del campo largo
La vicenda riapre una questione che accompagna da mesi il confronto interno al centrosinistra: come organizzare l'area moderata e quale ruolo assegnarle nella coalizione.
Italia Viva, Casa Riformista e le altre componenti civiche cercano uno spazio politico autonomo, ma devono confrontarsi con le differenze tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
La figura di Silvia Salis viene considerata da una parte del mondo riformista una possibile soluzione per rappresentare questo spazio senza affidarne direttamente la guida a uno dei leader già presenti sulla scena nazionale. La sua esperienza amministrativa e il profilo civico potrebbero favorire il dialogo tra sensibilità politiche differenti. Ma il passaggio dalla guida di una città a un ruolo nazionale richiede una scelta personale e un'intesa politica che, allo stato attuale, non risultano formalizzate.
La stessa posizione assunta dalla sindaca mostra quanto sia ancora aperto il confronto sulla futura organizzazione del centrosinistra.
Febbraio 2027, la scadenza indicata da Renzi
Il mese di febbraio diventa così il riferimento temporale della strategia immaginata da Renzi, ma non rappresenta una scadenza già concordata con tutti i protagonisti. Prima di allora dovranno essere chiarite le regole delle primarie, la composizione della coalizione e la possibilità di costruire una lista centrista sufficientemente ampia da riunire esperienze politiche diverse.
L'ex presidente del Consiglio mostra fiducia nella riuscita dell'operazione e considera la presenza di una componente moderata un elemento importante per la competitività elettorale del centrosinistra.
Salis, invece, continua a riportare il confronto sulle responsabilità amministrative e sulla necessità di discutere dei programmi prima dei nomi. Tra la sicurezza di Renzi e la prudenza della sindaca resta dunque una distanza politica significativa. La cosiddetta profezia dell'ex premier dovrà misurarsi non soltanto con le trattative tra i partiti, ma soprattutto con la volontà della protagonista indicata per guidare il nuovo progetto.
