Gaza, Russia pronta a stanziare un miliardo per il Consiglio di pace di Trump

Putin annuncia a Mosca un maxi contributo alla nuova struttura voluta dal presidente Usa

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Per la ricostruzione della Striscia di Gaza e il sostegno del popolo palestinese. L’annuncio è arrivato durante l’incontro con il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas

La Russia è pronta a mettere sul tavolo un miliardo di dollari per il Consiglio di pace creato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A dichiararlo è stato il presidente russo Vladimir Putin, parlando a Mosca al termine di un incontro ufficiale con il leader palestinese Mahmoud Abbas.

Fondi per Gaza e per la Palestina

Secondo quanto riferito da Putin, le risorse verrebbero destinate “prima di tutto e principalmente” al sostegno del popolo palestinese. L’obiettivo indicato dal Cremlino è la ricostruzione della Striscia di Gaza, duramente colpita dal conflitto, e più in generale il finanziamento di interventi utili alla risoluzione delle criticità economiche e umanitarie della Palestina.

Un segnale politico verso Washington

L’apertura russa assume anche un valore politico nei rapporti con Washington. Il riferimento esplicito al Consiglio di pace voluto da Trump segnala la disponibilità di Mosca a inserirsi in un’iniziativa a guida statunitense, pur mantenendo una propria linea autonoma sul dossier mediorientale. Un gesto che rafforza il profilo internazionale della Russia come attore attivo nei tentativi di mediazione.

Il ruolo dell’Autorità nazionale palestinese

L’incontro con Abbas ha offerto a Putin l’occasione per ribadire il sostegno di Mosca all’Autorità nazionale palestinese e alla causa palestinese nei consessi internazionali. La disponibilità finanziaria annunciata rappresenta uno dei più rilevanti impegni economici dichiarati dalla Russia sul fronte mediorientale negli ultimi anni. Resta ora da capire tempi, modalità e governance del nuovo Consiglio di pace e come verranno effettivamente impiegati i fondi promessi. Sullo sfondo, una regione ancora segnata da instabilità e tensioni, dove la ricostruzione di Gaza e il rilancio del processo politico restano sfide aperte.